ORIGGIO – Approfondire i criteri che definiscono efficace e sicuro un probiotico (cioè un microrganismo vivo, come batteri e lieviti, in grado di apportare benefici alla salute dell’uomo) valorizzandone il ruolo scientifico nella salute intestinale. È stato l’obiettivo del 1° Global Probiotic Summit organizzato la scorsa settimana da Opella ( di cui Sanofi detiene ora una quota minoritaria) nello stabilimento di Origgio (nella foto sopra). L’evento ha riunito esperti di fama internazionale, ricercatori e professionisti sanitari di tutto il mondo per presentare le nuove ricerche scientifiche che indagano le differenze di qualità fra diversi prodotti probiotici e le relative implicazioni per la salute.
Microrganismi preziosi. Se di qualità

L’intestino ospita trilioni di microrganismi che giocano un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute. Quando il loro equilibrio si altera, possono essere colpite diverse funzioni dell’organismo, con conseguenze che vanno dai disturbi digestivi a problemi legati al sistema immunitario fino a conseguenze ancora più gravi. Per aiutare a ripristinare e mantenere la salute intestinale, i probiotici sono largamente raccomandati; tuttavia, la loro qualità è fondamentale per la loro efficacia. Numerosi studi hanno evidenziato discrepanze tra il contenuto dichiarato e quello effettivo di microrganismi presenti nei prodotti probiotici.
«Le differenze tra ceppi, specie e formulazioni – ha spiegato Emilia Ghelardi, professore associato di Microbiologia e microbiologia clinica all’Università degli Studi di Pisa – influenzano la capacità di colonizzare l’intestino, rafforzare la barriera mucosale e modulare l’infiammazione, con impatti significativi sul funzionamento del sistema immunitario e sul mantenimento dell’equilibrio microbico. Per ottenere questi effetti, la qualità del prodotto è fondamentale: solo microrganismi vivi, ben caratterizzati e correttamente formulati possono garantire un’efficacia costante e riproducibile».
Un alleato naturale dell’intestino
Con l’espansione del mercato globale dei probiotici, la qualità e l’integrità scientifica diventano sempre più centrali. La variabilità nella composizione e nell’efficacia tra diversi prodotti rappresenta una sfida sia per i professionisti della salute sia per i consumatori. Come ha osservato Maria Chiara Uboldi, responsabile scientifico di Opella Healthcare Italy, «in Italia i probiotici sono disponibili sia come integratori sia come farmaci, ma ciò che conta davvero è garantire la qualità del prodotto».
Fra le caratteristiche clinicamente rilevanti su cui gli esperti concordano, sono emerse: la resistenza ai succhi gastrici e ai sali biliari, per garantire che i probiotici sopravvivano al processo digestivo e raggiungano l’intestino intatti; la capacità di moltiplicarsi nell’intestino, un fattore chiave dell’efficacia di un probiotico; e la distinzione scientifica tra probiotici a ceppo singolo e a ceppi multipli: la composizione può influire in modo significativo sull’efficacia. Guardando al futuro, dal summit sono emerse prospettive di ulteriore evoluzione dei probiotici, con linee di ricerca che punteranno a soluzioni sempre più mirate, sicure e clinicamente rilevanti. Comprendere le caratteristiche dei diversi ceppi, le loro capacità di sopravvivenza e replicazione intestinale e il loro ruolo nella modulazione immunitaria sarà fondamentale per sviluppare prodotti in grado di rispondere alle esigenze di pazienti e consumatori.
«Eventi come il Global Probiotic Summit – ha osservato Raka Sinha, general manager di Opella Healthcare Italy – offrono un’occasione unica per confrontarsi sulle evidenze scientifiche più avanzate e favorire lo scambio di conoscenze, sottolineando come innovazione scientifica e rigore qualitativo siano la chiave per costruire il prossimo capitolo della salute intestinale».
Dove nasce Enterogermina

Con sede in Francia, Opella è la terza azienda al mondo nel mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione. Conta 13 siti produttivi, con un team globale di 11.000 collaboratori e quattro centri specializzati in scienza e innovazione; fra i suoi brand più noti vi sono Bisolvon, Dulcolax, Enterogermina e Maalox. Lo stabilimento di Origgio, in particolare, è un centro biotecnologico all’avanguardia che produce ed esporta Enterogermina in 55 Paesi nel mondo. La sua ambizione è quella di diventare il sito tecnologicamente più avanzato per la produzione di probiotici liquidi.
Il farmaco è nato nel 1984, quando sono stati depositati i quattro ceppi di probiotici Bacillus Clausii resistenti agli antibiotici che lo compongono e ricavati per fermentazione, poi centrifugti e pastorizzati. Nel 2024 lo stabilimento, che occupa 315 persone, ne ha prodotti 66 milioni di pezzi, più 17 milioni di Maalox; la sua capacità produttiva è raddoppiata negli ultimi cinque anni in seguito a investimenti che solo nell’anno passato sono stati pari a 19,7 milioni di euro per potenziare e aggiornare l’automazione industriale. Alle due linee di produzione attive a ciclo continuo e dotate di oltre 12.000 punti di controllo totalmente automatizzato in tempo reale (nella foto sopra, con il responsabile della produzione Rafik Amrane) se ne sta per aggiungere una terza, così da arrivare a 2.000 pezzi al minuto, pari a un miliardo all’anno.
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