GALLARATE – Viabilità, traffico, parcheggi, licenze commerciali e concorrenza con le vetrine del centro storico. Sono numerose le questioni sollevate ieri sera, 13 novembre, in consiglio comunale dal Partito democratico e dalla lista civica Ocg in merito alla ormai prossima apertura del Gallarate City Mall, il nuovo centro commerciale che sorgerà nel quartiere di Sciaré riqualificando la struttura de “Il Fare” fallito sedici anni fa.
Licenze e parcheggi
Le opposizioni chiedono un confronto immediato in Commissione Urbanistica per dipanare una serie di questioni legate alla rifunzionalizzazione del sito che prevede, secondo le prime indicazioni, l’insediamento di 700 parcheggi, 16 negozi, bar e ristoranti, due strutture commerciali da 1400 metri quadrati e una pista coperta da go kart. «Mi auguro che siano elettrici, lo do per scontato, altrimenti sarebbe una tragedia», ha detto in apertura di intervento Giovanni Pignataro (Pd) ricordando che «le licenze commerciali di quel sito sono ampiamente scadute» e il proprietario deve chiederne di nuove. Un passaggio che il capogruppo dem ha definito «non scontato» perché «il proponente deve presentare al Comune una relazione integrata di intervento con particolare riferimento ai parcheggi e all’accessibilità del sito». E dal 2009 la situazione è mutata. «Via Venegoni è molto più trafficata dopo la realizzazione della rotonda, viale Lombardia non era attraversabile da via Ferruccio e poi il completamento della bretella di Gallarate porterà un aumento del traffico pesante su viale Lombardia, che un tempo era l’accesso principale alla struttura». Spaventano il primo partito di opposizione anche i parcheggi («attualmente di proprietà del Comune, ci vanno i pendolari: è impensabile che venga tolto, visto che già oggi a Sciaré la sosta è selvaggia») e le ripercussioni economiche: «Bisogna garantire una continuità commerciale tra il centro commerciale e il centro cittadino, altrimenti si creerebbe una chiara competizione dannosa per il nostro centro storico». La conclusione di Pignataro non lascia adito a interpretazioni: «Che un privato voglia rianimare quel sito è un bene ma riteniamo che debba essere creato un valore aggiunto per la città, a partire dal chiedere al privato opere che consentano l’accessibilità». Una soluzione, secondo lui, potrebbe essere la realizzazione di una rotonda all’incrocio tra viale Lombardia e via Venegoni.
Andai in Procura
Si è unito all’appello Massimo Gnocchi (Obiettivo Comune Gallarate) rendendo noto che i parcheggi sono stati stimati con perizia dell’Agenzia delle Entrate «per un valore di oltre 13 milioni di euro» ma che ancora oggi il Comune non ha fatto sapere se intende procedere con un’alienazione. E ha aggiunto: «Quel centro commerciale fu fatto male, quando fu approvato votai contro e il giorno successivo portai un pacco alla Procura della Repubblica per chiedere che ci guardasse bene dentro. Non dico che ci avevo visto giusto, ma i fatti hanno detto che una cosa che non nasce bene non può andare meglio. Essendo già costruito questa rivitalizzazione appare opportuna e utile ma auspico che possa avvenire con criteri un po’ differenti da quelli di quel tempo».
Sedici negozi e una pista da go-kart: l’ex Fare diventa Gallarate City Mall
