MALPENSA – «C’è un mancato rispetto delle rotte. Sarà il mio intervento quando la Commissione aeroportuale finalmente ci riconvocherà». Lo ha detto questa sera, 2 dicembre, il presidente del Cuv Claudio Montagnoli durante l’assemblea pubblica che ha visto confrontarsi i nove sindaci dell’intorno aeroportuale con i Comitati che combattono contro l’espansione di Malpensa.
Le rotte e i problemi
Dopo tre anni a discutere sulle nuove traiettorie per gli aerei in decollo, siamo ancora ben lontani dall’aver trovato una soluzione definitiva. Perché se lo scorso giugno è entrato in vigore lo scenario delle nuove rotte per la parte a Nord Est di Malpensa, Montagnoli ha ricordato che resta ancora da definire quello a Ovest: «Su Somma decollano ancora con le vecchie rotte». E non è l’unico problema: «Questo aeroporto l’hanno malpensato vent’anni fa e ora dobbiamo cercare di governarlo il meglio possibile». Il presidente del Cuv ha fatto l’elenco delle criticità, a partire dalla presenza dei senzatetto in aeroporto («Qualcosa sta cambiando da quando ne hanno trovato uno morto in un bagno») fino al rapporto difficile con Regione Lombardia: «Hanno tempi biblici, si muovono come i pachidermi. Ci battiamo per fare le infrastrutture previste nel Piano d’Area, che nel frattempo è scaduto». Sui temi ambientali, ha ricordato che il il Ministero ha creato l’Osservatorio “Aeroporto di Milano Malpensa – Masterplan 2035”. Ma anche in questo caso, le perplessità dei sindaci appaiono palesi dalle parole di Montagnoli: «Hanno nominato un mese fa un certo dottor Tonazzo (Fabio, ndr), non lo abbiamo ancora conosciuto». Nonostante le difficoltà, il sindaco di Arsago ha riconfermato l’impegno suo e degli altri otto colleghi sui temi aeroportuali: «Vi assicuro che noi diamo il massimo. Nessuno è colluso con Malpensa, lavoriamo nell’interesse della comunità».
Un limite a Malpensa
Nel corso della serata, hanno preso la parola i rappresentanti delle diverse sigle che compongono il variegato fronte anti-malpensista sul territorio. Due i denominatori comuni degli interventi: la richiesta di maggiore coraggio da parte dei Comuni ai tavoli dove si prendono le decisioni e la necessità di fissare un limite all’espansione dello scalo. «Dovete proteggere la popolazione che amministrate, senza se e senza ma», ha detto la rappresentante di “Amici della Terra“.
Per il gruppo di Somma Lombardo “Sopravvivere a Malpensa” è necessario agire tutti assieme per un obiettivo comune. «La vivibilità attorno a Malpensa è sempre più difficile e caotica, causata dall’aumento dei movimenti. La viabilità ha raggiunto il livello di saturazione e questo ci preoccupa perché le previsioni sono di un’ulteriore crescita». Da Casorate Sempione “Salviamo la brughiera” ha ribadito la necessità di una Valutazione ambientale strategica per pesare «l’impatto cumulativo di tutte le opere infrastrutturali» che stanno sorgendo o sorgeranno attorno all’aeroporto. Secondo il gruppo “No alla Grande Malpensa” continuare a provare a correggere il tiro spostando le rotte per redistribuire il disagio «è un ragionamento di 30 anni fa che porta soltanto a un incremento dei movimenti: bisogna cominciare a limitare il numero dei voli». Sulla stessa lunghezza d’onda Unicomal: «Qual è limite di sviluppo? Il Masterplan contiene delle previsioni, ma questi numeri il nostro territorio non se li può permettere». Hanno preso la parola infine il “Comitato territoriale Malpensa” di Lonate, chiedendo precisazioni sulla esistenza di un Piano di emergenza esterno in caso di incidente aereo, e il sindacato di base Adl che ha spostato il discorso sul lato occupazionale: «Oltre a quella ambientale non c’è più nemmeno sostenibilità sociale. Lavorare in aeroporto non è più dignitoso».
Malpensa, Tonazzo (Lega) nominato presidente dell’Osservatorio ambientale sul Masterplan
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