Forza Italia, un partito che cresce senza una guida forte in provincia di Varese

Da sinistra (in senso orario partendo dall'alto): Longhini, Taldone, Licata, Mucci, Tramontana, Esposito, Librandi e Reguzzoni

VARESE – Un partito, in crescita (per lo meno come numero di ingressi e di “ritorni a casa”), ma con qualche sfumatura sulle ambizioni e sulla direzione. Per lo meno a Varese città. Nel partito fondato da Silvio Berlusconi, a distanza di un anno (nel gennaio 2025 scrivevamo: “Città che vai, Forza Italia che trovi) che cosa è cambiato? Soprattutto ora che le prossime amministrative sono più vicine. Proviamo a ricostruire la mappa interna agli azzurri.

Crescono le tessere. E gli ingressi

Le fonti a nostra disposizione parlano di una crescita del numero di tessere: quota 1.000 è stata abbondantemente superata. C’è chi dice che a questo giro si potrebbero superare le 1.500. Del resto il 2025 è stato un anno di “campagna acquisti” e di rientri. «Operazione questa non ancora terminata – sussurra qualcuno – e che nei prossimi mesi potrebbe regalare qualche grande sorpresa». Certo, l’aver rimpolpato le fila dell’esercito non significa aver riconquistato l’elettorato di un tempo. Anche se Forza Italia, al netto di un’identità più moderna ancora da ricostruire o rifinire, può essere considerata una forza in salute all’interno della coalizione di centrodestra.

Chi guida?

Le voci che danno la testa del partito provinciale in difficoltà non vanno prese per oro colato. In politica spesso si disegna la realtà che si vuole vedere, più che la concreta situazione che magari non collima con il proprio schema. Simone Longhini (lo ricordiamo) ha vinto il congresso all’unanimità e per mancanza di concorrenti. Nel senso che i competitor c’erano, ma hanno fatto un passo indietro perché i numeri davano ragione proprio a Longhini. Una prova di forza mostrata nei giorni precedenti l’acclamazione. Ricordiamo anche che alle Ville Ponti il neo segretario provinciale è stato molto ecumenico. Anche se nei fatti, dove ha potuto, ha disegnato il partito a lui più congeniale, senza mai perdere occasione di ribadire che Forza Italia era, è e resterà una forza portante del centrodestra. Se poi dobbiamo fare qualche nome (i riferimenti non sono esaustivi, sia chiaro), il segretario provinciale, può contare innanzitutto su Giuseppe Taldone, vicesegretario regionale, su Giuseppe Anselmo di Saronno; su Alberto Riva (segretario cittadino di Busto Arsizio) e anche su Salvatore Leggio, segretario cittadino di Varese e, su scala provinciale, “uomo ponte” con l’ala di di Tradate guidata da Rosario Tramontana. Insomma, non è certo un uomo isolato. Anzi.

Chi vorrebbe guidare?

Le ambizioni di imprimere qualche novità al partito non mancano. E se dovessimo indicare un’area “forzista progressista” (loro preferiscono il termine “riformista”, ma la sostanza è quella del cambiamento) questa è quella che fa riferimento al consigliere regionale Giuseppe Licata, una new entry rispetto alla tradizione e che in pochi mesi ha costruito relazioni. A lui fanno riferimento anche i gruppi Libertas di Busto, Persone e città di Varese, alcuni sindaci quali Davide Tamborini di Mornago, Matteo Sambo di Buguggiate, Matteo Marchesi di Sangiano, Nicola Tardugno di Caravate, ma anche il consigliere provinciale Chicco Vettori. Insomma c’è molta Comunicazione Liberazione, quelle che un tempo “ruotava” attorno a Pietro Zappamiglio (sul territorio) e a Massimiliano Salini (in Europa). Ma non solo.

C’è poi la “galassia Librandi”. Attualmente l’area legata all’ex deputato di Italia viva, fondatore di Italia c’è e oggi a tutti gli effetti in Forza Italia è quasi tutta concentrata nella Città degli Amaretti. Con lui ci sono Rienzo e Lorenzo Azzi, Pieluigi Gilli. Anche se il peso in termini di tessere può arrivare fino a… Gallarate – si dice che il vicesindaco Rocco Longobardi, in rotta con i forzisti locali abbia trovato sostegno in quel di Saronno – e a Busto dove, non dimentichiamolo, c’è sempre Gigi Farioli.

Due aree, quella di Licata e Librandi, che potrebbero trovare un perfetto incastro qualora decidessero di fare massa critica magari in ottica congressuale quando sarà il momento.

Chi vuole cucire?

In medio stat… Rosario Tramontana. In questo momento più che mai, il forzista di Tradate è l’ago della bilancia. O meglio l’anello di collegamento. Vicino a Longhini e dialogante con Licata. Più recalcitrante con i librandiani per visioni politiche. Tramontana ha un asse consolidato con Salvatore Leggio, segretario di Forza Italia Varese, il quale sta lavorando, oltre che per dare una sede al partito (l’ipotesi di Malpensa24 resta la più concreta), anche per individuare la figura del candidato sindaco, uomo che deve sì andare bene a tutta la coalizione, ma deve anche andare meglio di tutti a Forza Italia.

Il partito nel partito

Per stare a Varese, non possiamo non fare un discorso a parte per Mimmo Esposito. Mister preferenze dopo aver ricoperto in maniera silente il ruolo di commissario cittadino, una volta sgravato dall’incarico ha agitato, e provato, a dare una linea ai forzisti cittadini. E sua (o principalmente sua) la paternità candidatura a sindaco della coalizione di Luca Marsico. È questa una delle ipotesi in campo. Sul nome dell’ex avvocato Esposito ha più volte forzato la mano fino al momento in cui – si dice – non è arrivato uno stop da Tradate. Non bisogna dimenticare poi che Mimmo Esposito mette sul tavolo le sue quasi 1.000 preferenze, insomma, non pizze e fichi quanto c’è profumo di elezioni.

Il partito “fuori” dal partito

Negli ambienti forzisti si narra che sia prossimo l’ingresso nel gruppo consigliare a Palazzo Estense di Roberto Puricelli. Il forzista, vicesindaco ai tempi di Aldo Fumagalli, alle ultime elezioni è stato eletto in consiglio nella civica “Per una grande Varese”. È tesserato per Forza Italia, ma fino a questo momento, non ha mai aderito al gruppo azzurro che ha preso i vessilli del partito di Berlusconi. Dovrebbe farlo in una delle prossime sedute. E anche quello potrebbe essere un indicatore.

Mondi paralleli

Per completare la galassia forzista ci sono tre figure di spicco che in questo momento non possono guidare, ma sono abili a giocare di sponda e di alleanza. Ovvero il gallaratese Nicola Mucci, che ha aperto un fronte dentro a Forza Italia gallaratese, ma anche nella maggioranza Cassani; il bustocco Marco Reguzzoni che, ufficialmente, segue partite sovra provinciali in accordo con Letizia Moratti, ma non ha mai smesso di buttare un occhio sul partito in provincia di Varese e Nicola Poliseno, ex sindaco di Cassano Magnago che – politicamente – viaggia in coppia con l’ex consigliere regionale Angelo Palumbo, del quale si erano un po’ perse le tracce, ma i segugi dicono che stia lavorando nello staff di Ruggero Invernizzi, uno dei sottosegretari di Regione Lombardia.

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