Elezioni a Somma, per Aliprandini e Scidurlo il difficile inizia ora

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SOMMA LOMBARDO – La prima svolta, dopo mesi di trattative sottobanco, è arrivata lo scorso sabato: Stefano Aliprandini ha vinto le Primarie ed è ufficialmente il candidato sindaco del Pd a Somma Lombardo. Manuela Scidurlo, capogruppo di Fratelli d’Italia, è uscita finalmente allo scoperto e ha annunciato: «Mi sento pronta». Ma per entrambi il difficile arriva ora. 

Ricompattare il Pd 

«Avrò il piacere di incontrare le forze di coalizione per comprendere se il mio nominativo potrà essere quello adeguato», ha dichiarato Aliprandini oggi, 12 gennaio, in un video sulla propria pagina social. Di fatto, si tratta di una formalità, perché sia Sinistra per Somma sia i moderati di Somma civica e Somma Futura (probabilmente riuniti in un’unica lista alle prossime Amministrative) avevano già convenuto sul suo nome. La vera sfida, per lui, sarà ricompattare il suo partito, uscito spaccato in due dalla sfida interna che ha visto il vicesindaco uscente superare lo sfidante Sandro Criseo per una manciata di voti. Le Primarie hanno certificato che c’è una metà del primo partito di maggioranza che non riconosce più come leadership l’asse formato dal primo cittadino Stefano Bellaria (Pd), dall’ex sindaco Claudio Brovelli (Sinistra) e dall’assessore Edoardo Piantanida (Somma Futura). Ovvero quelli che avevano già deciso il nome di Aliprandini prima che le Primarie rischiassero, con la vittoria di Criseo, di creare un terremoto tale da poter portare il centrosinistra fino alla rottura. Pericolo scampato, dunque, ma per vincere ora serve ritrovare compattezza ed entusiasmo. 

Costruire il centrodestra 

Ancora più complicata è la partita per Scidurlo. Il suo partito, nel 2020, fu l’artefice della clamorosa spaccatura nel centrodestra che portò l’allora candidato leghista (oggi ex) Alberto Barcaro a una debacle annunciata. Sei anni dopo è Fratelli d’Italia – con gli stessi protagonisti di allora – a invocare l’unità della coalizione, imponendo di fatto candidato sindaco e programma. La presentazione del Comitato elettorale, organizzata sabato mattina dal presidente del circolo di FdI Daniele Consonni nel cortile del municipio senza la presenza degli alleati, è stata vista come una «intollerabile» fuga in avanti che complica lo scenario. Anche perché tutti gli altri simboli del centrodestra, a partire da Lega e Forza Italia fino a Lombardia Ideale e Udc, sembrano invece sempre più orientati a trovare l’intesa convergendo sul secondo nome in lizza, quello dell’avvocato Piercesare Iametti. Appare dunque sempre più urgente una verifica interna al centrodestra – una questione di giorni, forse di ore – per capire come procedere, ma soprattutto come reagire all’atteggiamento dispotico in coalizione di Fratelli d’Italia che, forte dei sondaggi nazionali, non intende soltanto dare le carte e dettare le regole del gioco, ma anche decidere chi si deve sedere al tavolo. Gli alleati sono intenzionati a chiedere ufficialmente l‘intervento delle segreterie provinciali, visto come l’unico modo per non fare la fine di sei anni fa. Sebbene la destra sommese sia abituata a correre da sola (lo fece non solo nel 2020 ma anche nel 2005 con An), stavolta sono loro a doverlo evitare a tutti i costi. Con il vento in poppa dei consensi di Giorgia Meloni, sono quelli che hanno di più da perdere. 

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