SOMMA LOMBARDO – L’unità del centrodestra di Somma Lombardo ora è in mano a un’unica persona: Andrea Pellicini. Il segretario provinciale di Fratelli d’Italia è atteso lunedì in città per chiudere una volta per tutte la telenovela, a tratti ormai paradossale, che al momento vede contrapposti due candidati sindaci: il suo coordinatore cittadino, Daniele Consonni, e l’avvocato di Lombardia Ideale Piercesare Iametti, sostenuto da Forza Italia e Lega.
Lo scenario
Nel summit di giovedì, il provinciale di Fratelli d’Italia aveva chiesto alla Lega di prendere una posizione ufficiale. Il Carroccio, per voce di Andrea Cassani, ha ribadito anche pubblicamente ciò che continua a ripetere da due mesi e che i meloniani sommesi probabilmente facevano finta di non sentire: i leghisti stanno dalla parte di Iametti. A questo punto i Fratelli sommesi – forse convinti che i salviniani locali fossero dalla loro parte – hanno giocato la carta della disperazione: fuori la loro capogruppo Manuela Scidurlo e dentro Consonni, annunciato ieri con un comunicato ufficiale a conferma delle voci che si rincorrevano da giorni. Protagonisti diversi, dunque, ma identica fase di stallo. Ora è tutto nelle mani di Pellicini: sosterrà fermamente la linea dei suoi o prevarranno la salvaguardia degli equilibri provinciali e dunque l’unità del centrodestra con Iametti candidato sindaco?
Questione di coerenza
Arrivati a questo punto, non si intravvedono infatti terze soluzioni. Ma anche le due alternative lo pongono di fronte a ostacoli che all’apparenza appaiono insormontabili. Romano Selvini, padre nobile della destra sommese, amava ripetere che «l’arte della politica è sedersi a mangiare una pizza con chi fino a ieri non avresti bevuto neanche un caffè». Ma da navigato condottiero dell’Msi e gentiluomo della politica, sapeva che le parole non dovevano mai superare una certa misura. Chi oggi ha raccolto la sua eredità, probabilmente non ha imparato i suoi saggi insegnamenti. Se Consonni ha usato nei confronti di Iametti parole che escludono ogni tipo di accordo sulla sua persona («Non riflette la nostra visione di città») – pena la perdita di coerenza tanto cara al loro partito – la capogruppo Scidurlo, negli ultimi mesi, è andata ben oltre. Lo scorso settembre, in merito alla questione della compatibilità in Fnm Pay, parlò di squallide bassezze tali per cui avrebbe proceduto a querelare per diffamazione (che fine ha fatto la vertenza legale?). Nei giorni scorsi ha invece accusato gli alleati di essere dei misogini e dei calunniatori, terminando la sua lettera con la parola “dignità” scritta tutta in maiuscolo.
Ecco perché nessuno vorrebbe trovarsi nei panni di Pellicini, atteso in città alla ricerca di una soluzione non soltanto convincente, ma anche potenzialmente vincente. Appare però evidente che, considerati i toni che i suoi iscritti utilizzano in città, trovare allo stesso tavolo Scidurlo e Consonni con il resto della coalizione ora sarebbe «incoerente» e «indignitoso». Come si fa a evitare la rottura e a salvare la faccia?
Centrodestra spaccato a Somma: Lega e Forza Italia con Iametti. FdI su Consonni
