INDUNO OLONA – A Induno Olona oggi, sabato 18 aprile, è il giorno del dolore. La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista ha iniziato a riempirsi ben prima delle 9.30, orario in cui ha avuto inizi il rosario. Mentre il feretro di Enzo Ambrosino, 30 anni, è arrivato intorno alle 9. All’esterno – proprio come davanti alla casa di via Porro, dove è avvenuta la tragica rissa – ci sono palloncini bianchi e centinaia di fiori bianchi. Quei fiori bianchi che s i trovano anche in piazza, all’angolo con via Comi.
Sul sagrato, invece, si affacciano gli striscioni lasciati da amici e parenti: «Qui dove tutto è iniziato, per sempre vivrai», recita uno. E un altro: «Sorridici sempre da lassù. Ciao gioia».
L’arrivo del feretro
Le esequie, fissate per le 10, sono anticipate dal Rosario. Tutti i presenti prima di prendere posto in chiesa allungano lo sguardo di pochi metri fermandolo davanti al portone del civico 86 di via Porro. Lì all’una di sabato scorso Ambrosino è stato ucciso durante una rissa. Per il suo omicidio poche ore dopo era stato fermato Gesuino Corona, 50 anni, presente alla spedizione punitiva organizzata dopo che il figlio Dimitri, 27 anni, che con il 30enne aveva un debito di 250 euro circa, sarebbe stato ferito da Enzo durante un litigio.
Presente il padre Gennaro
Tra i primi ad arrivare in chiesa è stato Gennaro Ambrosino, 65 anni, il padre della vittima. L’uomo, che è stato arrestato lunedì sera con l’accusa di aver preso parte alla rissa, è detenuto in carcere in esecuzione della misura di custodia cautelare disposta dal Gip. Il 65enne ha chiesto e ottenuto il permesso di poter partecipare al funerale del figlio.

Siate costruttori di pace
“Scegliete di essere costruttori di pace non seminatori di vendetta”. Così don Matteo Rivolta, parroco vicario di Induno durante l’omelia. “Essere artigiani di pace non significa fingere che un crimine non sia stato commesso. Vuol dire rifiutarsi di piegarsi alla logica dell’odio. Tutto ciò che ognuno di noi decide di fare in futuro sarà responsabilità di tutti. Dobbiamo essere costumi gli uni degli altri. La vendetta porta dolore, dobbiamo scegliere l’amore”.
Ciao papà
“Ritroverai sempre il mio cuore. Io ci sarò sempre, anche se sono fuori dalla tua vista sono qui, appena dopo l’angolo”. È il figlio maggiore di Enzo Ambrosino, di appena 9 anni, a piegare tutti i presenti sotto il peso del dolore. Il piccolo ha salutato il padre con queste parole al termine della funzione. “Proteggici da lassù. Ciao papà“.
Mai più violenza
“Ciao Enzo – ha poi detto un amico fraterno di Ambrosino, padrino del figlio – quando ti ho detto che ci sarei sempre stato per i tuoi figli se fosse accaduto qualcosa non immaginavo che quel giorno sarebbe stato oggi. Voglio fare una riflessione, dobbiamo sensibilizzare tutti, anche i più giovani perché vosa del genere non accadano più. Adesso mi auguro venga fatta giustizia”. La cerimonia si è chiusa con il volo di decine di palloncini bianchi verso il cielo.
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