Caso VAR: chiesta l’archiviazione per Rocchi, Gervasoni, Nasca e Di Vuolo

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MONZA – La Procura di Monza ha depositato la richiesta di archiviazione per l’inchiesta sulla presunta frode sportiva legata alle decisioni della sala var di Lissone. Il provvedimento, siglato dai pm Carlo Cinque e Marco Santini, riguarda il designatore Gianluca Rocchi, il supervisore degli ufficiali di gara Andrea Gervasoni e gli arbitri addetti al var Luigi Nasca e Rodolfo di Volo. Il fascicolo, giunto per competenza da milano, prendeva in esame presunte interferenze e anomalie arbitrali relative ad alcune partite, tra cui il match Inter-Verona del 6 gennaio 2024 per il mancato richiamo all’on field review in occasione del gol del 2-1 nerazzurro, oltre ad altri episodi in udinese-parma e salernitana-modena del 2025.

Le motivazioni dei magistrati

Nelle conclusioni inoltrate al giudice per le indagini preliminari, i magistrati sottolineano come la nozione di “atto fraudolento” non possa coincidere con semplici violazioni regolamentari, errori tecnici o inosservanze del protocollo var. Gli accertamenti svolti, mediante l’analisi di audio, video, tabulati e conversazioni, non hanno evidenziato la natura fraudolenta delle condotte né il dolo specifico orientato ad alterare i risultati di gara, dimostrando in diversi casi come gli interventi fossero diretti unicamente a correggere sviste di campo.

Tensioni interne ma nessun rilievo penale

Pur sollecitando l’archiviazione sotto il profilo penale, la Procura monzese rileva un quadro di criticità organizzative e tensioni interne nel settore arbitrale, caratterizzato da sovrapposizioni e perplessità regolamentari tra organi tecnici, federazione e società. Profili che, evidenziano gli inquirenti, potranno eventualmente assumere rilievo in sede disciplinare o politico-sportiva, ma che non offrono elementi idonei a sostenere un’accusa in giudizio per frode sportiva.
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