BUSTO ARSIZIO – Vertice sulla sicurezza dopo la rivolta di piazza Garibaldi: lo ha convocato per questa mattina, 13 gennaio, in Comune, il sindaco Emanuele Antonelli, insieme all’europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri. Ci saranno l’assessore alla sicurezza Matteo Sabba, il comandante della polizia locale Stefano Lanna e i rappresentanti delle forze dell’ordine che operano sul territorio, tra cui il Commissariato di Polizia, in prima linea dopo i fatti di venerdì 10 gennaio. L’obiettivo è stringere le maglie della sicurezza in città, coordinando le iniziative per evitare il ripetersi di situazioni come quella accaduta attorno al McDonald’s di piazza Garibaldi, su cui nel frattempo proseguono le indagini per identificare gli autori della “rivolta” dopo le prime espulsioni.
Parlano gli ex assessori
Intanto intervengono nel dibattito anche gli ex assessori alla sicurezza, Max Rogora e Salvatore Loschiavo, per portare la loro esperienza sui precedenti di una situazione che in quella zona appare critica ormai da anni. «L’avevo detto 380 giorni fa, dopo i disordini della notte di Natale, che la campanella stava suonando – sostiene Max Rogora, oggi consigliere comunale di Fratelli d’Italia – e dico da anni anche che per la sicurezza della città ci vogliono più uomini, non bastano le telecamere di videosorveglianza. L’ho sempre ripetuto fino alla nausea anche al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza dal Prefetto, fino a passare per “rompiscatole”». E Salvatore Loschiavo, assessore alla partita fino a fine settembre 2024, rivendica «il forte contributo dell’amministrazione in questi ultimi anni, in particolare col rinnovo della dotazione tecnologica» ma ammonisce «la Politica, che deve smetterla di esibirsi nel balletto delle dichiarazioni demagogiche ed assumersi la responsabilità che le compete», in primis fornire «più uomini» alle forze dell’ordine.
Il post dell’ex assessore Loschiavo
Gli ultimi fatti di piazza Garibaldi confermano quanto scrivevo a settembre scorso, subito dopo i fatti per molti versi analoghi di piazza Vittorio Emanuele, cui aveva fatto seguito la chiusura del bar degli Angeli per 30 giorni.
Scrivevo: “Ho assistito lungamente e personalmente all’attività svolta congiuntamente dalle pattuglie della Polizia Locale e della Polizia di Stato e non posso che essere loro riconoscente e grato. Così come sento il dovere di ringraziare personalmente il signor Questore di Varese e i dirigenti del Commissariato di Busto Arsizio, che hanno risposto immediatamente alle preoccupazioni ed alle richieste dell’Amministrazione Comunale, ponendo in essere provvedimenti concreti e incisivi”. Anche stavolta va a loro riconoscenza e gratitudine.
Quella sera, però, dopo essere stato accanto agli agenti operanti fino a quasi l’una di notte, mi resi conto che la lotta stava diventando impari, a cominciare dai numeri delle forze in campo.
In questi ultimi tre anni l’Amministrazione Comunale, nei limiti delle proprie competenze (l’ordine pubblico non è di competenza comunale ed anche la Polizia Locale svolge solo funzioni ausiliarie), ha dato un forte e deciso contributo sotto almeno due profili: la dotazione tecnologica e l’attività di informazione, formazione e sensibilizzazione. Sotto il primo profilo, in particolare, ha potenziato la videosorveglianza cittadina, portando il numero delle telecamere dalle 48 obsolete di inizio mandato a oltre 180 di ultima generazione a fine 2023; e ancora, a settembre 2024, ha deliberato la realizzazione, presso la Polizia Locale (i lavori sono in corso), di una centrale operativa innovativa, che include l’accesso diretto al sistema da parte della Questura di Varese, nonché l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in chiave predittiva, proprio per prevenire o, quanto meno, intervenire in tempo reale su teatri come quello di venerdì scorso.
Tutto ciò, però, non basta. A tutto ciò deve seguire altro: servono uomini! Lo hanno detto in maniera molto chiara anche i sindacati di Polizia, intervenuti nelle scorse ore.
Questo compito è della Politica, che deve smetterla di esibirsi nel balletto delle dichiarazioni demagogiche ed assumersi la responsabilità che le compete.
Accanto agli slogan dei soliti demagoghi, ho letto anche dichiarazioni molto equilibrate e mi auguro che stavolta, per davvero, la Politica mostri vicinanza concreta alle Forze dell’Ordine, rafforzando gli organici e le dotazioni strumentali. Soprattutto, rafforzando gli organici.
Solo così anche a Busto Arsizio potrà realizzarsi l’auspicio che, sempre nella stessa occasione, lanciavo: “Questa azione congiunta serve a portare serenità nella zona, ma ancora prima a mandare il segnale inequivocabile che le piazze sono della città e dei cittadini. Vale per Piazza Vittorio Emanuele, ma vale anche per tutti gli altri luoghi di aggregazione della Città”.
Si tratta davvero di riconquistare la Città, le Città!
Rogora: «L’avevo detto 380 giorni fa»
«È brutto sentire ancora una volta Busto Arsizio al TG5, una volta era più facile fare tredici al Totocalcio che arrivare sui Tg nazionali – sottolinea l’ex assessore Max Rogora (Fratelli d’Italia), che fa il controcanto al suo successore Loschiavo – ma la colpa non è soltanto della politica, è di tutti. Quello che succede è il frutto del nostro buonismo e della nostra indifferenza». Rogora rivendica i ripetuti allarmi lanciati negli ultimi anni: «Avevo detto poco più di un anno fa, dopo i disordini della notte di Natale, che la campanella era suonata ed era ora di muoversi – ricorda Rogora – il mio successore dovrebbe smetterla di ripetere che ha riempito la città di telecamere e ha finanziato la nuova centrale operativa, perché a Busto Arsizio servono uomini. E quando gliel’ho ripetuto mi ha detto che gli uomini c’erano, invece non bastano. Sette mesi fa in consiglio parlai dello spaccio di droga davanti al fast food e chiesi che venisse obbligato a dotarsi di una sicurezza privata e non a spese del cittadino. Di allarmi ne abbiamo avuti tanti in questi ultimi anni, ma sono rimasti inascoltati. C’è un negozio in piazza Garibaldi che è arrivato a chiudere, con la titolare che era stufa di fare segnalazioni invano, e c’è il caso del bar di via Miani di cui da anni i residenti si lamentano senza che nessuno si muova per risolvere il problema». E poi Rogora, un fiume in piena, attribuisce colpe alla «sinistra che sparge odio, contro Salvini e Meloni e contro le forze dell’ordine – per me i veri fascisti sono loro», ma anche una sorta di responsabilità collettiva per questa deriva: «Questi giovani stranieri, lì chiamano “di seconda generazione”, fanno branco e si ribellano alla Polizia, ma io mi chiedo perché la gente non si indigna per loro e pubblica i video sui social per metterli alla berlina invece che per andare contro polizia e carabinieri, che ogni volta che entrano in azione vengono filmati e ormai non sanno più come fare il loro lavoro per non rischiare “casini”. Chi glielo fa fare? Dovrebbero scioperare. Bisognerebbe investire sulla sicurezza invece che armare l’Ucraina».
Anche Forza Italia contro il PD
Intanto interviene anche Forza Italia, per voce del capogruppo Orazio Tallarida, per bocciare la mozione del PD sul divieto degli alcolici nei luoghi pubblici: «Vietare la vendita di alcolici dopo un certo orario (a Busto Arsizio vedi mozione Pd) non elimina i problemi di ordine pubblico, ma potrebbe semplicemente spostarli altrove. Chi vuole abusare di alcol potrebbe acquistarlo fuori Città. Il divieto rischia di essere una misura superficiale che non risolve questi aspetti. Una misura così ampia penalizza i commercianti e i cittadini che non hanno nulla a che fare con questi episodi». Da parte degli azzurri arriva poi «piena solidarietà alle forze dell’ordine che ogni giorno operano con dedizione e professionalità per garantire la sicurezza di tutti i cittadini, spesso contesti difficili e ad alto rischio. Ci auguriamo che il decreto legge sulla sicurezza venga approvato rapidamente, fornendo strumenti concreti per contrastare efficacemente situazioni di illegalità e mantenere l’ordine pubblico. La sicurezza è un diritto fondamentale, che deve essere tutelato con misure equilibrate e mirate, capaci di rafforzare la convivenza civile e il rispetto delle regole».
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