BUSTO ARSIZIO – In bici, in monopattino e con i mezzi pubblici da Busto e Gallarate verso l’ospedale unico: sarà uno studio trasportistico del valore di 100mila euro a valutare l’accessibilità “dolce” al nuovo ospedale che sorgerà a Beata Giuliana. Lo prevede l’Accordo di Programma: lo studio, “coordinato dalla Provincia di Varese, con il coinvolgimento delle Agenzie per il TPL”, è “finalizzato all’analisi della domanda per l’accessibilità alla nuova struttura ospedaliera anche integrata con le opere di mobilità dolce“.
Lo studio
Pagano tutti gli attori coinvolti nell’operazione: 70mila euro li mette Regione Lombardia, 15mila la Provincia, 7500 euro a testa i comuni di Busto Arsizio e Gallarate. Lo studio dovrà, innanzitutto, fare una verifica della domanda potenziale di accessibilità mediante trasporto pubblico e mobilità dolce, e poi, da un lato, elaborare una proposta di potenziamento dei servizi di trasporto pubblico, e dall’altro, proporre “eventuali interventi infrastrutturali di connessione con la rete ciclabile/pedonale”, nonché “eventuali interventi a supporto della mobilità ciclabile e la micromobilità” come parcheggi dedicati, rastrelliere per le biciclette, sistemi di sicurezza e videosorveglianza e punti di ricarica.
Dai sogni alla realtà
Se per potenziare le infrastrutture viabilistiche l’Accordo di Programma prevede 11 milioni di euro di investimenti sostenuti da Regione Lombardia, in fase di discussione erano emerse anche varie ipotesi suggestive per l’accessibilità “pubblica”: una nuova stazione ferroviaria dietro al polo commerciale dell’ex Mizar di corso Sempione, una metropolitana leggera che unisse il nuovo ospedale ai centri di Busto e Gallarate, ma persino un vertiporto per intercettare la futuribile tecnologia dei “taxi volanti” che debutterà in occasione dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.
Bici e monopattini
Per ora però si vola basso, e si inizia a ragionare sulla possibilità che i futuri fruitori del polo ospedaliero arrivino con i mezzi pubblici del Tpl, in bicicletta e in monopattino, oltre che con l’auto privata. Più prosaico, ma anche in linea con lo studio viabilistico fatto ai tempi del metaprogetto, che guardava già avanti ipotizzando un generale incremento dell’utilizzo dei mezzi di mobilità dolce in vista del 2030, quando il nuovo ospedale presumibilmente sarà a regime.
