Busto, Cascio mette le dimissioni in standby: «Tanta solidarietà. Ci rifletto»

BUSTO ARSIZIO – Le dimissioni di Santo Cascio da consigliere comunale sono in standby: «Mi stanno tempestando di telefonate di solidarietà, di apprezzamento e di richieste di ripensamento – rivela l’esponente di Progetto in comune il giorno dopo il suo discorso choc in sala esagonale – mi prendo due o tre giorni per riflettere, non mi va di deludere anche tutta questa mobilitazione ma devo fare i conti anche con la mia dignità».

Dimissioni “congelate”

Martedì sera, dopo la sua “requisitoria” sul rimpasto di giunta, ha ricevuto applausi – che bolla come «beceri» – e critiche dal sindaco e dalla maggioranza, ma anche diverse manifestazioni di stima e inviti a ripensarci, non solo dai banchi dell’opposizione ma persino dai consiglieri di maggioranza come Paolo Geminiani (FdI) e Marco Lanza (Lista Antonelli) che pure ne avevano stigmatizzato l’intervento. Così ora quel «senso di colpa» di cui aveva già accennato in aula, chiedendo «perdono» in primis ai suoi elettori per il passo indietro annunciato, lo sta mettendo in crisi sull’irrevocabilità del gesto. Di certo, ieri (mercoledì 30 ottobre) al protocollo comunale la lettera di dimissioni non è ancora arrivata.

L’intervento in consiglio

«La mia è stata una denuncia di quando si fa politica cattiva e le persone non contano niente» sintetizza Santo Cascio per chiarire le motivazioni del suo intervento. «Mi sembra che il messaggio sia stato recepito, anche da molti esponenti della maggioranza e di Fratelli d’Italia con cui ho avuto modo di confrontarmi». Una questione di «etica» prima di tutto: «Provengo dal PCI di Enrico Berlinguer, quello della questione morale – rivela Cascio, che fu consigliere comunale già nella seconda metà degli anni ’70 – allora c’erano le scuole di partito e l’etica era la prima lezione. Oggi vedo una bassezza politica e morale che mi dispiace. Temo che i ragazzi di domani si metteranno in politica solo per fare affari o per avere visibilità».

Chi entrerebbe al suo posto

E allora il suo gesto vuole essere di monito e di esempio per richiamare la politica alle sue responsabilità. Ma adesso ci penserà su «ancora qualche giorno per non fare un errore più grosso», come spiega il consigliere di Progetto in comune, la lista che il candidato sindaco PD Maurizio Maggioni aveva formato per affiancare la coalizione di centrosinistra alle elezioni amministrative del 2021. In caso di conferma delle dimissioni, si preparerebbe all’ingresso in sala esagonale il primo dei non eletti della lista, Matteo Di Mattei, 46 anni, già impegnato nella cooperativa agricola della Cascina Burattana.

Il rimpasto di giunta incendia il consiglio di Busto. Cascio si dimette per protesta

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