BUSTO ARSIZIO – Passata la bufera del caso Attolini, in maggioranza si torna a respirare. Ma continua ad aleggiare il “fantasma” del rimpasto di giunta. E tra i gruppi consiliari del centrodestra di governo se ne discute, eccome. Anche se l’impressione è che il sindaco Emanuele Antonelli non abbia granché voglia di “impegolarsi” in una partita così delicata alla vigilia di un 2024 che sarà caratterizzato dall’avvio dei cantieri del Pnrr, ma anche dal Pgt. Insomma, più se ne parla, più il rimpasto sembra che si allontani. O forse no? Vediamo la situazione.
Gli equilibri in maggioranza
Un anno fa, quando gli equilibri in maggioranza furono stravolti dal passaggio del consigliere Max Rogora dalla Lega a Fratelli d’Italia (ribaltando i rapporti di forza in sala esagonale a favore dei “meloniani”), il rimpasto di giunta sembrava una necessità quasi matematica. Poi però il sindaco, per non indispettire il Carroccio – “scippato” di un consigliere – si è messo di traverso al pressing del partito a cui è iscritto, e ha suggerito di rimandare la discussione. E in seguito la nomina di Francesco Attolini in Agesp Energia (al posto di Giusy Basalari, in quota Lega) ha almeno in parte placato gli appetiti dei “Fratelli”. Ora però è passato un anno, e la partita potrebbe tornare d’attualità, anche perché, al di là di tante parole, i numeri in maggioranza sono rimasti gli stessi. E la Lega continua ad apparire sovradimensionata in giunta, con tre assessori a fronte di tre consiglieri.
Qui “Fratelli”
Fratelli d’Italia finora ha accettato di buon grado di congelare la discussione, per non fare pressing sul proprio sindaco, anche se punta chiaramente a raddoppiare il proprio numero di assessori, da uno a due: in pole position per un ingresso in giunta ci sarebbe Claudia Cozzi, attuale vicepresidente del consiglio comunale, ma anche il capogruppo Luca Folegani, se dovesse essere messa in discussione l’attuale delegata Daniela Cerana. Qui piuttosto il problema è un altro: in caso di promozioni dal consiglio alla giunta, il primo dei non eletti che subentrerebbe sui banchi della sala esagonale sarebbe Francesco Attolini. Proprio lui, il protagonista del caso della “montagna travestita da Hitler“. Un elemento che, almeno per ora, frena ogni ipotesi di cambio in corsa.
Qui Lega
Ma paradossalmente ci sarebbe anche una parte della Lega, quella reguzzoniana, che sottotraccia spingerebbe per accelerare il rimpasto. Con l’obiettivo dichiarato di “rafforzare la compagine dell’esecutivo“, anche se il Carroccio rischia di perdere un “pezzo” nella sua squadra in giunta. E quello non dichiarato di blindare le posizioni da qui a fine mandato. Chi sacrificare a quel punto? Se Paola Reguzzoni e Manuela Maffioli ultimamente hanno avuto qualche discussione accesa in giunta, Giorgio Mariani tira dritto per la sua strada in un momento chiave del suo mandato, come quello del Pgt. Nel caso, tra i potenziali litiganti probabilmente toccherebbe ai livelli più alti del partito decidere. Senza contare che a giugno dell’anno prossimo ci sono le elezioni europee, e la Lega di Busto sarà chiamata a sostenere la sfida per la rielezione di Isabella Tovaglieri. E se non dovesse farcela, c’è chi ipotizza che la sua figura ormai nazionale potrebbe tornare utile in quella giunta bustocca da cui si era dimessa ai tempi dell’elezione all’Europarlamento. Anche se il primo dei non eletti sarebbe Livio Pinciroli, non proprio uno che è in linea con la sezione di via Culin. Tutti elementi che ostacolano la “rivoluzione” a palazzo.
Lista Antonelli
E la lista Antonelli? Qui un possibile cambio sarebbe già nelle discussioni interne al gruppo, anche se per ora solo a livelli “carbonari”: Matteo Sabba, che rappresenta Lombardia Ideale, al posto di Mario Cislaghi. Non tutti però sono convinti, anzi, anche perché in caso di rimpasto sono diversi i pretendenti ad un posto in giunta e non è da escludere a priori che anche gli altri assessori Maurizio Artusa e Salvatore Loschiavo, sebbene più “protetti” in consiglio, non possano essere messi in discussione (Loschiavo di recente è finito nel mirino di Lega e FdI per il Pums). A proposito di aspiranti ad un posto in giunta: detto di Sabba, se il criterio fossero invece i voti alle amministrative in pole ci sarebbe Alex Gorletta, attualmente delegato all’innovazione, mentre se il criterio fosse la competenza potrebbe “scaldarsi” Roberto Ghidotti, che da delegato alle partecipate è in prima linea su tutti i dossier delle partecipate (da Agesp a Neutalia). E poi c’è Marco Lanza, che rappresenta l’associazione Libertas, dal cui “cilindro” potrebbe arrivare sul tavolo anche qualche nome esterno, come quello dell’ex consigliere di Agesp Mario Bottigelli. Di certo l’impressione è che, se nel terzetto di assessori “antonelliani” dovesse esserci qualche cambio in corsa, ci sarebbe comunque uno strascico di aspettative deluse da gestire in una fase successiva.
Tutti ne parlano, nessuno insiste
Ed è, in definitiva, l’ennesimo motivo per cui, in fondo, in questo momento nessuno sta mettendo ufficialmente sul tavolo la questione del rimpasto di giunta. Aggiungiamo che Forza Italia non ha interesse ad operare cambiamenti: si tiene la presidenza del consiglio per Laura Rogora e il capogruppo Orazio Tallarida non si muove. E poi si sa che il sindaco Antonelli non è particolarmente attratto dall’idea di un’estenuante maratona di discussione con le segreterie politiche, ma anche che all’interno dei gruppi il rischio di un incontrollabile effetto-domino, non appena venisse toccata una qualsiasi casella in giunta, è evidente. Peraltro la maggioranza, al netto di qualche dissenso limitato su singole mozioni, ha finora marciato compatta in consiglio comunale, e si trova di fronte un’opposizione che, al contrario, sulle votazioni più delicate si è spesso divisa. Così il “fantasma” del rimpasto aleggia ma finisce per essere scacciato in là nel tempo. E lo sarà, probabilmente, ancora una volta. A dopo le europee del giugno 2024. O forse no?
