Cardano, che fine ha fatto il candidato sindaco della Lega?

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CARDANO AL CAMPO – Il candidato sindaco con cui la Lega vuole tornare al governo di Cardano al Campo dopo cinque lustri di opposizione doveva già essere in campagna elettorale da oltre un mese. «Sveleremo il candidato a novembre», annunciava lo scorso agosto il segretario della sezione Angelo Marana. Tutti sanno che il nome scelto dal Carroccio è Maurizio Colombo. Perché temporeggiano per l’annuncio ufficiale?

Incomprensibile ritardo

«Udite udite, mentre gli altri non riescono a individuare una figura degna di essere un candidato sindaco credibile, noi l’abbiamo già individuata», dichiarava pubblicamente Marana quattro mesi fa. Tanta sicurezza stride ora con il ritardo accumulato per la sua presentazione che, di fatto, ha già fatto saltare i piani operativi di Marana. La Lega, infatti, aveva intenzione di giocare d’anticipo, definendo le alleanze e presentando ai cardanesi candidato e programma in autunno. Probabilmente la rottura annunciata con Forza Italia e la repentina smentita (con tirata d’orecchi) arrivata dalla segreteria provinciale ha rotto le uova nel paniere di Marana, costringendolo a tornare in trincea per evitare di bruciare il nome di Colombo.

Gli altri non sono messi meglio

Le difficoltà oggettive della Lega sono l’esatto specchio della confusione che regna nel panorama politico cardanese in vista delle Amministrative di maggio 2019. E c’è chi è messo addirittura peggio. Il gruppo del Pd, in maggioranza da cinque mandati consecutivi, un candidato sindaco lo avrebbe ed è il primo cittadino uscente Angelo Bellora, ma dalle prime (e finora uniche) dichiarazioni del neosegretario Massimiliano Zocchi la riconferma sua e dell’attuale coalizione (Pd e A Sinistra) non è un punto fermo. Anzi. I dem propongono «un dialogo con tutti i gruppi politici che intendono porre in primo piano le persone e il bene comune». Traducendo, significa tentare di ricucire lo strappo con gli ex alleati di Cardanoincomune, gruppo civico di collocazione centrista che, da sei anni, corre in solitaria ottenendo risultati lusinghieri senza però mai vincere. Ancora una volta saranno loro l’ago della bilancia, ma la discussione interna tra le diverse anime ancora non è arrivata a una sintesi: rimanere puri e perdenti, dialogare con Forza Italia o riabbracciare gli ex alleati ? La terza ipotesi appare come una strada praticabile, ma naturalmente chiedono al Pd di rinunciare alla candidatura di Bellora, complicando notevolmente lo scenario.
C’è infine una netta spaccatura anche a sinistra tra i componenti dell’attuale maggioranza (A Sinistra) e il gruppo che un anno fa diede vita al progetto di Leu in alternativa (e palese contrasto) proprio alle politiche di governo messe in atto dalla giunta Bellora. Anche in questo caso ricucire lo strappo è possibile, ma per nulla facile.

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