BUSTO ARSIZIO – «Mio papà mi aveva insegnato ad ascoltare le idee di tutti. E sul caso Attolini avrebbe detto una parola anche fuori dall’aula del consiglio comunale». Gianluca Castiglioni, capogruppo di Busto al Centro, spiega il motivo per cui, al termine della seduta consiliare di settimana scorsa (che si era conclusa con la sfuriata del sindaco Antonelli sulla vicenda Attolini), ha affermato che suo papà – Peppino Castiglioni, sindaco di Busto Arsizio tra il ’70 e il’ 72 – «si stava rivoltando nella tomba».
L’esempio del papà sindaco
«Non mi riferivo al carattere, perché ognuno ha il suo, né al pragmatismo che riconosco ad Antonelli, è uno che le cose le dice e le fa, ma era un’esternazione per quanto successo in aula – Castiglioni spiega quelle parole dette a caldo in sala esagonale – una cosa che mio papà mi ha insegnato, e a quello mi rifacevo, era di ascoltare sempre tutti e lasciare spazio a tutti per esprimere le proprie idee, anche se non le condivideva. Io ho sempre cercato di metterlo in atto nella mia attività amministrativa e mi spiace che alcune volte questo sindaco non lo faccia e invece si metta a tacciare a priori le voci da parte dell’opposizione come perdite di tempo. Ma in democrazia la discussione sarebbe sempre da privilegiare».
Il silenzio della maggioranza
E qui torna a il caso della mozione sulla sanità, bocciata senza che nessuno del centrodestra aprisse bocca in aula. «Non mi è piaciuto che nessuno della maggioranza abbia preso la parola – ammette il capogruppo di BaC – è un problema che riguarda tutti i cittadini di Busto e tutte le forze che rappresentano i cittadini. Mi è spiaciuto anche non sentire una parola dalla presidenza del consiglio. La presidente Rogora dice di ispirarsi a Mariani, ma lui quando aveva delle cose da dire si svestiva dalla carica e dava la sua opinione di rappresentante eletto dai cittadini». D’altra parte, fa notare Castiglioni, «quando il sindaco esagera e quando qualcuno è fuori dal coro, mi stupisce che nella maggioranza nessuno prenda la parola. Non si possono giustificare determinati atteggiamenti. Ci vuole rispetto».
Le parole non dette sul caso Attolini
Alla presidente del consiglio il capogruppo di Busto al Centro contesta anche il ripetuto invito ai consiglieri ad intervenire «velocemente», che proprio non gli va giù. «L’ha fatto più volte ma la democrazia ha i suoi tempi e nessuno può sollecitare a essere brevi, e non si capisce nemmeno perché si debba per forza finire entro mezzanotte. Non è togliendo tempo e spazio la maniera di condurre il dibattito». Luca Castiglioni infatti avrebbe voluto dire la sua sul caso Attolini, a margine dalla mozione delle opposizioni non discussa in quanto ritenuta superata: «Volevo ringraziare il sindaco per aver preso le distanze da quello che aveva fatto Attolini, ma rimarcando che questo era avvenuto solo in consiglio, diversi giorni dopo, mentre nessuno, tra sindaco e amministrazione, aveva detto qualcosa nei giorni precedenti. E quel silenzio poteva essere interpretato come un “chi tace acconsente”. Per tornare all’esempio di mio padre, una parola l’avrebbe detta anche prima e fuori dal consiglio comunale».
