COMO – Como trema e Varese, che sonnecchia sotto l’ombrellone, tiene un occhio aperto su quanto sta accadendo a Palazzo Cernezzi. La granitica, forse un tempo, giunta Rapinese, infatti, si sta sciogliendo sotto il solleone agostano.
Dopo l’addio dell’assessore al Personale Nicoletta Anselmi e il precedente siluramento dell’assessore al Verde Ivan Matteo Lombardi, il sindaco Alessandro Rapinese, oggi sabato 10 agosto, ha dato il benservito a Francesca Quagliarini, assessore alle Politiche giovanili.
L’inattesa piega degli eventi
Che quello del sindaco comasco fosse un carattere spigoloso lo si sapeva da tempo. Ma che gli eventi prendessero così all’improvviso una brutta piega non era forse preventivato. O forse sì, come si vocifera nei meandri della politica comasca. Sta di fatto che nel giro di pochi giorni il sindaco prima è uscito allo scoperto con il suo plotoncino di fidatissimi annunciando l’intenzione di fare una lista per le elezioni provinciali; poi ha dovuto guidare una seduta consigliare tenuta in piedi solo dal senso di responsabilità delle minoranze che hanno garantito il numero legale. Ben cinque sono state le assenze tra le fila della maggioranza. Tutte assenze giustificate per una seduta convocata d’urgenza. Ma che ora sembrano essere state prodromiche di quanto accaduto.
Sta di fatto che su una maggioranza che cigola, sono arrivate altre “bombe”: le dimissioni di un assessore e la revoca delle deleghe a un altro componente di giunta. Che, conti alla mano, fanno tre assessori out nel giro di un paio d’anni dall’elezione. Un po troppi per una squadra in salute.
Rapinese duro
Basterebbe la revoca per sollevare il polverone. Invece il primo cittadino ha deciso di affondare il colpo. E nel decreto sindacale di revoca, nel riportare le motivazioni che lo hanno portato alla irrevocabile scelta, si legge che l’impegno di “Francesca Romana Quagliarini, all’interno della Giunta, si è rivelato inferiore alle aspettative e nella sostanza può essere ritenuto oggi nel complesso insoddisfacente”. E che questo “potrebbe compromettere la realizzazione del programma di mandato, oltre che pregiudicare irreparabilmente gli equilibri all’interno della Giunta Comunale”. Parole come macigni.
Dire a nuora perché suocera intenda
Negli ambienti politici comaschi (e non solo) c’è chi commenta la notizia con il famoso proverbio: “Dire a nuora perché suocera intenda”. Il perché è presto detto. Francesca Quagliarini è la compagna dell’assessore regionale leghista Alessandro Fermi. E proprio l’assessore regionale potrebbe essere “la suocera” del detto popolare. Pare, infatti, che tra il sindaco e l’assessore che siede a Palazzo Lombardia il rapporto si sia congelato dopo la vicenda del centro federale del ghiaccio che avrebbe dovuto arrivare a Como, ma che invece è rimasto al momento in sospeso dopo che nella questione si è inserita la più corposa ipotesi Varese.
Vero? Falso? Chi lo può dire se questa mossa sia dettata da una “rappresaglia” politica. Forse si tratta solo di pettegolezzi agostani. Sta di fatto però che Rapinese nel proprio programma aveva la realizzazione di un nuovo palaghiaccio. Ipotesi non tramontata, ma di certo ridimensionata rispetto alla ben più succulenta e ormai sgonfiata, prospettiva di ospitare un centro federale degli sport su lama. E per tale motivo la politica varesina appisolata sotto l’ombrellone farebbe bene a guardare di sottecchi quanto sta accadendo sulle sponde del Lario.
Varese e Como si contendono il futuro Centro federale degli sport del ghiaccio
