Coop, Sabba difende Antonelli. «Il suo errore? Affidarsi a Caianiello»

BUSTO ARSIZIO – «Un errore interloquire con le persone sbagliate. Ma anche essere troppo permissivi con la Coop». Sul caso che sta agitando la politica cittadina è Matteo Sabba (Busto Grande) a rompere il silenzio in maggioranza. Schierandosi, almeno in parte, in difesa del sindaco Emanuele Antonelli, finito nel mirino degli attacchi e delle richieste di dimissioni da parte delle opposizioni, e nel contempo attaccando il centrodestra dell’epoca pre-Antonelli, colpevole di aver autorizzato «un supermercato sul viale principale di Busto barattando un niente per la città».

Solo due errori di Antonelli

Per Matteo Sabba «sulla Coop gli errori sono stati due», ed è evidente che il riferimento è agli errori fatti dal sindaco Antonelli, che Busto Grande sostenne convintamente nel 2016, salvo poi mostrare molti alti e bassi nel giudizio nei confronti del suo operato. Il primo errore è stato «interloquire al telefono con le persone sbagliate, e quindi affidarsi a loro e ricevere gli schizzetti di fango e tenere in disparte i veri pilastri dell’elezione Antonelli». In questo caso, il riferimento è chiaramente a Nino Caianiello e alle ormai note intercettazioni. Busto Grande ha sempre criticato l’eccessivo spazio dato ai partiti e alle loro indicazioni e influenze (ad esempio quelle sulle nomine) sull’amministrazione. Il secondo errore invece sarebbe stato quello di «essere troppo permissivi con la Coop stessa».

L’attacco al centrodestra

Matteo Sabba, tra i fondatori di Busto Grande, è stato tra i sostenitori, nel centrodestra, della linea del “no” alla Coop di viale Duca d’Aosta prima ancora che alla rotatoria all’incrocio con via Mameli. E lo ribadisce ora per rispondere all’accusa, mossa dal Movimento Cinque Stelle, di una “maggioranza omertosa” sulla vicenda: «Quale maggioranza omertosa? Quella che negli ultimi scampoli di amministrazione ha votato un supermercato sul viale principale di Busto barattando un niente per la città? Quella che ci ha fatto circondare da ogni genere di supermercato e facendo riempire le casse dei comuni limitrofi di oneri di urbanizzazione?».

«La battaglia andava fatta»

Aver osteggiato la rotonda è costato al sindaco Antonelli un’indagine per abuso d’ufficio, che probabilmente finirà con un’archiviazione per la sopraggiunta depenalizzazione del reato, anche se la Coop farà opposizione alla richiesta del Pm Martina Melita di chiudere la vicenda con un nulla di fatto. Ma per il fondatore di Busto Grande «la battaglia alla Coop andava fatta, forse andava fatta anche a chi ha votato quella roba. Perché veramente Busto non ha avuto nulla in cambio di quella Coop, forse un pezzettino di rotonda pagata». Insomma, una sorta di difesa di Antonelli, per aver (pur maldestramente, come emergerebbe dall’indagine della Procura di Busto Arsizio) cercato di frenare il supermercato.

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