GALLARATE – Un anno senza Giuseppe De Bernardi Martignoni. Senza il Beppe. Il 3 settembre 2024 se ne andava uno dei simboli di Fratelli d’Italia: una passione, quella per la politica, nata e coltivata nella sua Gallarate. E che poi ha cominciato a espandersi in tutto il territorio, fino ai banchi del Pirellone: l’ultima avventura prima che la malattia lo strappasse agli amici e ai suoi cari. Sono proprio loro – gli amici e i suoi cari – che, per primi, non lo dimenticano. Anzi, lo ricordano. Con appuntamenti, eventi, messaggi e anche solo un pensiero.
Il ricordo
Su tutti, è il fratello Vittorio che, con la mente, torna al legame con il Beppe. E oggi, a un anno dalla sua morte, gli manda un messaggio carico d’affetto: «Sei scomparso così all’improvviso e non ci siamo neanche salutati», le parole affidate ai social. «Sento forte la tua assenza, ma so che i fratelli non possono mai separarsi veramente. I ricordi più belli non muoiono mai». E poi c’è l’altra famiglia, quella della politica.
Il ricordo del presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Andrea Pellicini: «Ho condiviso con Beppe Martignoni ben otto anni nelle giunte provinciali di Marco Reguzzoni e Dario Galli, dal 2002 al 2010. Lui assessore alla Sicurezza e allo Sport, io al Lavoro e Formazione Professionale. Anni bellissimi in cui l’ente Provincia era davvero protagonista dello sviluppo territoriale, prima che la discutibile riforma Delrio ne limitasse fortemente la capacità di azione. Ebbene, posso dire che di politici come Martignoni ce ne sono stati pochi, perché in lui si mescolavano doti preziose come la passione, la conoscenza del territorio e, soprattutto, una profonda umanità. Ritengo importante ricordare l’amico e il bravissimo collega assessore e collaboratore di partito, ma ciò sarebbe limitativo senza ricordare la lezione che ci ha lasciato. Beppe poteva essere duro negli scontri con avversari politici e anche nei rapporti interni di partito, ma non l’ho mai visto trascurare un rapporto umano con nessuno. A tutti donava sempre un sorriso, una battuta e un abbraccio. Insomma, ti faceva sentire importante con la sua presenza e il suo spirito, capace di andare oltre le penose acredini della vita. Non c’è nessuno, nemmeno a sinistra, che non lo ricordi con estrema simpatia e anche con affetto. Il suo modo di essere non può che rappresentare una lezione attualissima. Ed è questo che non possiamo dimenticare».
L’assessore regionale e presidente del circolo gallaratese di Fratelli d’Italia, Francesca Caruso, in una frase riassume il loro rapporto d’amicizia: «Ciao Beppe, ovunque tu sia».
Oppure, da Jerago con Orago, Salvatore Marino gli dedica un lungo messaggio: «Non c’è giorno in cui il mio pensiero non torni a lui, Dal 1995 abbiamo vissuto fianco a fianco la politica, quella vera, fatta di marciapiede, di chilometri, di discussioni accese e di sogni condivisi. Roma, Trieste, Ferrara, Mirabello, Bastia Umbra, Torino, Milano. Ogni viaggio era un pezzo di vita, un’occasione per costruire qualcosa che andasse oltre noi stessi. Quanti “vaffa” ci siamo detti, senza filtri. Ma bastavano due secondi, e lui ti chiamava. E non una volta: ti chiamava venti volte al giorno, perché voleva capire, confrontarsi, seguirti. Alla fine, anche se partiva da un’idea diversa, ti ascoltava e spesso finiva per abbracciare il tuo pensiero. Era fatto così: schietto, passionale, leale, un vero amico. Con lui abbiamo costruito Fratelli d’Italia nella provincia di Varese. Non era solo militanza: era visione, era sacrificio. “La politica è passione, è sacrificio”, diceva. E quel sacrificio lo vivo ogni giorno, lontano dagli affetti, ma sempre al servizio del paese che amo: Jerago con Orago. Siamo uomini di destra. Uomini umili, attenti ai più deboli, contro ogni prepotenza e arroganza. Questo ci ha unito, questo ci ha guidato, e questo continuerà a essere il nostro cammino. Questo è il mio ricordo. E oggi, con rispetto e affetto, mi stringo alla sua famiglia: ai figli, alla moglie, e al fratello Vittorio. Che il suo esempio continui a vivere in chi lo ha amato e in chi ha avuto l’onore di camminare al suo fianco».
Da Busto Arsizio, Francesco Attolini: «Ciao Beppe. Grazie a tuo fratello Vittorio ritrovo la tua voce e alcuni tuoi modi di fare. I tuoi consigli sono indelebili anche se il telefono suona meno di prima. Sei sempre con noi».
La cena
Il prossimo 19 settembre, è in calendario anche una cena apolitica in memoria del Beppe. Sarà un’occasione per ricordarlo, insieme agli amici di sempre. Ma avrà anche un forte risvolto solidale. Infatti, tutto il ricavato verrà devoluto al reparto Oncologia dell’ospedale di Gallarate.
Una cena per ricordare Beppe Martignoni. Il ricavato all’Oncologia di Gallarate
