Senzatetto a Gallarate, Comune e parrocchia in campo. Ma i numeri non allarmano 

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GALLARATE – Senzatetto a Gallarate, un’emergenza? La loro presenza in ospedale, in centro, nella zona della stazione e, da ultimo, al Seprio Park (come mostra la foto in alto pubblicata sui social) è annosa e non passa inosservata. Ma i numeri in mano ai Servizi sociali e agli operatori in campo parlano di un fenomeno ristretto a poche unità, conosciuti e più volte avvicinati. Ma chi si trova in quelle condizioni spesso non accetta aiuti, nonostante la presenza in città di due realtà, Casa di Francesco e Casa di Eurosia, destinate proprio ai casi di emarginazione estrema. 

I numeri

Secondo l’assessore ai Servizi sociali, Chiara Allai, i senzatetto che si aggirano stabilmente per Gallarate non superano le 5 unità. Numeri lontani da definire la loro presenza una emergenza. Riguardasse anche una sola persona, dice, intervenire è però un dovere, morale innanzitutto. «Il Comune è in campo con una serie di iniziative strutturate ed è attore insieme a una vasta rete che comprende i Comuni limitrofi, le cooperative, la Caritas, la Croce Rossa i City Angels e altre realtà sociali, ciascuno con il proprio ambito e il proprio compito». Casa di Francesco, sottolinea Allai, «per esempio è una validissima proposta che però non è stata accettata da chi rifiuta ogni genere di auto e continua a dormire in strada». L’amministrazione inoltre sostiene economicamente sia la Mensa del Buon Samaritano (gestita dalla parrocchia), sia i volontari che nei periodi invernali distribuiscono coperte e bevande calde. Nel frattempo, conclude l’assessore, «tutti gli alloggi di emergenza a disposizione del Comune sono occupati e a brevissimo uscirà il bando Aler per l’edilizia residenziale pubblica che potrà essere una ulteriore possibilità per chi ha i requisiti». 

Il ruolo della chiesa

Intanto, proprio in questi giorni la Comunità pastorale ha comunicato ufficialmente che sia Casa di Eurosia (casa di emergenza per chi non ha casa che dà ospitalità notturna dalle 18 alle 9 del mattino) sia il Ristoro del Buon Samaritano (mensa gratuita di mezzogiorno che offre un pranzo servito a tavola da lunedì a sabato) proseguiranno il loro servizio. 
Nelle 7 stanze – pari a 11 posti letto – allestiti nei locali parrocchiali di Arnate nei primi tre anni sono state ospitate 19 persone, delle quali 8 hanno lasciato la casa con esiti diversi. 
«Le due attività della Casa e del Ristoro si completano a vicenda», spiega l’informativa della Comunità pastorale. «La Casa non è solo un dormitorio, ma crea una comunità che allarga i suoi benefici sulla mensa di mezzogiorno; dall’altro versante il ritrovo quotidiano alla mensa, dove gli ospiti sono serviti a tavola e conosciuti dai volontari, crea un contesto di relazioni e di accompagnamento che integra la cura educativa rispetto a chi è ospite della Casa. Utile in questo senso è stata anche anche la Locanda di Eurosia, spazio di sollievo pomeridiano, gestito in convenzione con i Servizi sociali dell’ambito territoriale, con capofila il Comune di Gallarate, il quale ha coperto tutte le spese, mentre l’Associazione ha messo a disposizione gli ambienti. Importante la presenza dei volontari della Caritas di Arnate. La Casa di Eurosia è un monumento alla carità di quei giorni».

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