Un uomo semplice e la sofferenza. A Cardano il Giobbe di Joseph Roth

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CARDANO AL CAMPO – Sarà Roberto Anglisani a raccontare come il mistero del male e della sofferenza è stato affrontato da Joseph Roth. “Giobbe, storia di un uomo semplice”, adattamento teatrale del suo romanzo, andrà in scena venerdì 22 febbraio alle 21 al Santuario di Santa Maria Vergine al Cuoricino di Cardano al Campo. Lo spettacolo, a ingresso gratuito, fa parte degli appuntamenti del festival Filosofarti e va a sostituire “Io Monica” con Patrizia Punzo, annullato a causa di un infortunio occorso all’attrice.

Una famiglia del primo Novecento

«Più di cento anni fa, in Russia, al confine con la Polonia, in un villaggio così piccolo che non è riportato su nessuna mappa, viveva un maestro. Si chiamava Mendel Singer. Era un uomo insignificante. Era devoto al Signore. Insegnava la Bibbia ai bambini, come prima di lui aveva fatto suo padre. Insegnava con molta passione e poco successo. Uno stupido maestro di stupidi bambini: così pensava di lui sua moglie Deborah». Così ha inizio il racconto che attraversa sia trent’anni di vita della famiglia di Mendel Singer, della moglie Deborah e dei quattro figli, che la storia del primo Novecento, dalla Russia all’America, dalla guerra russo giapponese alla prima guerra mondiale e oltre. Ma anche il cuore di Mendel, stupido maestro di stupidi bambini devoto al Signore, e da lui, come crede, abbandonato.

«Il disegno ci sfugge»

Roberto Anglisani dà voce ai pensieri dei protagonisti, alle paure, alle speranze e alla disperazione, alle preghiere e alle rivolte. «Noi siamo dentro il disegno, e il disegno ci sfugge», dice l’amico Skowronnek. Per questo Mendel, e tutti gli altri, fanno tanta fatica: la vita è un mistero, la fede un rifugio, e il dolore mette a dura prova anche l’uomo più giusto.
Il “Giobbe” di Joseph Roth, trasformato in spettacolo teatrale con la regia di Francesco Niccolini, è stato presentato al festival “I Teatri del Sacro” nel giugno 2017. È tragicomico proprio come la vita, dove si ride e si piange, si prega e si balla, si parte, si arriva e si ritorna, si muore in guerra e si rinasce. Senza giudizio, senza spiegazioni: ma, attraverso lo sguardo mite e sereno di un narratore misterioso e onnisciente, ricco di compassione e accompagnato da un sorriso, lieve, dolcissimo, che spinge tutti i protagonisti della storia, lunga quanto una vita, e forse anche un po’ di più.

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