In un libro Piermichele Miano indaga e riscopre il Liberty a Gallarate

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GALLARATE – L’autore, Piermichele Miano, architetto e direttore della gloriosa Studi Patri, la chiama “terra di mezzo”. Un periodo che, riferito alle trasformazioni urbanistiche tra l’Ottocento e il Novecento, diede origine al Liberty. Ed è proprio all’ “arte nuova” nell’architettura che Miano dedica una rigorosa e accattivante ricerca. “Il Liberty a Gallarate” è il titolo del suo lavoro, ordinato in un volume (Prodigi edizioni)  che, giovedì 21 giugno, sarà presentato (ore 21) proprio nella sede della Studi Patri, in via Borgo Antico. Accanto a lui ci sarà Ornella Selvafolta, ordinaria di Storia dell’architettura al Politecnico di Milano.

Strutture di maggior pregio

Una interessante lezione, se così possiamo dire, sulle realizzazioni in stile Liberty presenti in città. Con particolare riferimento a quattro edifici che fanno la differenza stilistica e artistica: Casa Gino Borgomaneri, in testa a via Roma dello studio Tenconi & Moroni; il “condominio” della società Case e Alloggi di E.Macchi, in via Borgo Antico, oggi casa Pastorelli, dell’ingegner De Rizzoli; Casa Mauri in via Solferino, oggi Casa Sironi, dell’architetto Moroni; la tomba Ranchet nel cimitero centrale dell’architetto milanese G.B. Bossi. Avverte Piermichele Miano nella nota conclusiva del libro: “Queste quattro realizzazioni, ciascuna per il suo verso, indicano con chiarezza il livello espressivo raggiunto dal nuovo stile in città. Si tratta di realizzazioni di dimensioni e ruolo urbano non paragonabili a quelle di altre importanti città, ma comunque di assoluto pregio, nel tessuto edilizio cittadino”.

Le trasformazioni urbanistiche

Strutture che qualificano Gallarate e ne sottolineano la crescita urbana nei primi del ‘900 in rapporto alla crescita delle industrie e dell’economia e, quindi, di una ricchezza ancora concentrata in alcune grandi famiglie. Le stesse che hanno segnato la storia imprenditoriale locale fin oltre la prima metà del secolo scorso. Miano va a fondo di questa trasformazione urbanistica che, appunto, rivela in parallelo la trasformazione sociale, ne connota i caratteri, ne tratteggia i contenuti architettonici per arrivare alla pianificazione e all’impianto urbano della moderna Gallarate. Un’indagine meticolosa, la sua.  Che merita un posto di primissimo piano nel panorama culturale cittadino; uno studio che offre sostanza architettonica alla città in rapporto ad altri centri, come Varese e Busto Arsizio, che videro fiorire con maggior vigore il Liberty. Ma non per questo il Liberty gallaratese è meno importante o, peggio, deve restare nell’ombra.

Liberty miano gallarate – MALPENSA24