La crescita del contagio si è fermata. Ora indagine epidemiologica e più tamponi

MILANO – Dati «confortanti», che dimostrano che «si è arrestata la crescita e siamo in una fase di stabilizzazione che tende a ridursi». Per l’assessore al welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera la discesa del contagio da coronavirus si avvicina sul serio. «Ancora oggi (3 aprile) – dichiara da palazzo Lombardia – ci sono numeri positivi. I nostri ospedali stanno iniziando un po’ a tirare il fiato, scendono gli accessi ai pronto soccorso e i ricoveri. Ma ora è il momento di resistere, nonostante le belle giornate. Tutti sono capaci a stare in casa quando fa freddo e piove, ma il carattere dei lombardi si deve vedere adesso. Occorre tenere duro e stare in casa». Ma si lavora già per la ripartenza, con l’indagine epidemiologica grazie ai test ematici per la ricerca degli anticorpi nei guariti dal Covid-19.

Il bollettino del contagio

I numeri parlano di 47.520 contagi, con una crescita di 1.455, su quasi 7.000 tamponi processati. Gallera fa notare che «continuano a diminuire i numeri dei ricoveri siamo arrivati a 11.802, più 40 rispetto a ieri, numero estremamente basso», mentre «sulle terapie intensive siamo a 1.381, più 30 rispetto a ieri. Ma con una minore pressione: le terapie intensive sono comunque sempre sature perché le persone che entrano ci rimangono per 18-20 giorni». Continuano a crescere anche i dimessi dagli ospedali: altri 791 per un totale di 13.020. Il numero decessi invece sale a 8.311, «più 351, con una lieve flessione rispetto a ieri che era 367». A confermare il trend positivo è il dottor Carlo Federico Perno, direttore del dipartimento di Analisi chimico-cliniche e microbiologia dell’ospedale Niguarda di Milano: «Stiamo correndo tantissimo. In tre mesi il virus ha fatto una devastazione ma la medicina si è mossa con una velocità incredibile. La Lombardia, più di altre, ha subito un attacco primario, abbiamo fatto molta fatica. Adesso i numeri indicano che siamo in una fase di plateau o anche di lenta discesa». La provincia di Varese è per certi versi in controtendenza, con numeri di crescita più alti rispetto alla scorsa settimana: oggi altri 83 contagiati che portano il totale a 1.085.

I numeri sui territori

Test ematici e più tamponi

E se Gallera conferma quanto anticipato dal presidente della commissione sanità Emanuele Monti, sull’aumento della capacità di analisi dei temponi («da domani 31 laboratori») l’esperto, il dottor Carlo Federico Perno, spiega che «ora è il momento di fare una analisi per capire chi ha sviluppato gli anticorpi al Covid. Perché la malattia ha una certa storia, gli anticorpi compaiono dopo due o tre settimane dall’entrata del virus nel corpo, almeno una settimana dopo che si sono manifestati i sintomi». I cosiddetti test sierologici: esami non con il tampone, ma con il prelievo del sangue. Sia rapido, sul polpastrello, sia tradizionale, con l’ago in vena. Non sostituiscono i tamponi, «essenziali perché misurano la presenza del virus», ed è importante «essere certi che questi test siano affidabili», ma per l’esperto è il momento giusto, «perché la casistica ampia dei guariti» permette di avere un’idea della circolazione del virus. Informazione utile alla politica «per poter definire la ripartenza».

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