L’ira di Forza Italia dopo la sentenza per Amsc: “Guenzani e soci ora si dimettano”

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GALLARATE – Forza Italia digrigna i denti, con rabbia e senso di rivalsa verso il centrosinistra che soccombe in giudizio per la famosa o famigerata azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori di Amsc, quando a Palazzo Borghi dominavano i berlusconiani. Deficit dichiarato: 26 milioni di euro. “Ma non ci fu dolo” è la conclusione dei giudici milanesi. “Edoardo Guenzani e la sua giunta avevano un solo obiettivo: distruggere tutto” commentano, oggi 13 aprile nella sede di via Venegoni, i forzisti riuniti davanti ai giornalisti in conferenza stampa. “Adesso chiedano scusa e vadano a casa: Guenzani, Margherita Silvestrini, Giovanni Pignataro e Sebastiano Nicosia (attuali consiglieri comunali d’opposizione, ndr) abbiano un sussulto di dignità e si dimettano” è la loro determinazione, pesante, appunto rabbiosa fino al limite del sostenibile.

“Da prendere a bastonate”

Esagera qualcuno di loro: “Questa gente meriterebbe bastonate”. Addirittura? I toni sono esacerbati. Sono trascorsi lunghi anni di “graticola mediatica e giudiziaria” prima di rilevare che la gestione dell’ex municipalizzata fu al massimo innovativa sotto il profilo manageriale, se proprio vogliamo dire, ma non ci fu mala gestio. “Fossi un direttore di un giornale titolerei: vergognatevi” incalzano con decisione i forzisti. Vergognarsi, secondo il loro parere, di avere messo in scacco più di una ventina di persone e professionisti, dal presidente di Amsc Nino Caianiello a tutti coloro che nel tempo lo hanno assistito nei diversi consigli di amministrazione, per la multiutility e per la controllata Seprio Park, anche’essa motivo di verifica secondo l’azione del centrosinistra.

Per pagare gli avvocati stop a opere pubbliche

Risultato? Poco meno di due milioni di euro da pagare in spese legali, tra una vicenda e l’altra. “Soldi dei gallaratesi, soldi che ora andranno tolti a opere pubbliche già programmate” spiega il vice sindaco e assessore al bilancio Moreno Carù. Stop all’ampliamento della biblioteca e alla manutenzione straordinaria in alcune scuole, per citare due esempi. Di nuovo Carù: “I dividendi di Amsc, destinati a questi lavori, saranno spesi per pagare gli avvocati”.
Ci si potrebbe fermare qui, ma da via Venegoni, oltre al veleno, escono anche analisi tecniche sul merito della sentenza che esclude nessi di casualità tra la gestione e i risultati economici. Cioè, entra in gioco il rischio d’impresa, che non significa sciatteria o, peggio, spregiudicatezza. (I 130mila euro addebitati a Caianiello sono l’esito di una procedura burocratica errata in una deliberazione, nulla di illecito). Avventati, invece, sarebbero stati proprio Guenzani e soci, che hanno “svenduto l’Amsc, privandola dei suoi rami d’azienda produttivi e negando al Comune notevoli entrate”. Insomma, un disastro in funzione futura. O un boomerang, se la prendiamo sotto un altro profilo. Un boomerang perché la giunta di centrodestra guidata da Andrea Cassani sta valutando le contromosse. Probabile una dettagliata comunicazione alla Corte dei conti affinché verifichi la regolarità dell’azione di responsabilità e la possibilità che le spese legali vengano addebitate ai suoi proponenti. Si procede a parte rovesciate, insomma.

“Guenzani fa il bauscia”

Le conclusioni politiche sono ovvie. “Siccome l’azione di responsabilità non fu affatto un atto dovuto ma, caso mai, un atto d’odio, il Pd e Città e Vita traggano le loro conclusioni. Tanto più che la loro decisione non ha mai avuto il sostegno di un parere legale, come invece si giustificano” avverte Marcello Pedroni, responsabile provinciale degli enti locali, presente a dar manforte ai colleghi gallaratesi: tutti gli assessori e i consiglieri comunali. Poi spazio alle intemerate, quella di Aldo Simeoni, che usa il macete. Fino a Alessandro Petrone, assessore all’Urbanistica: “La cosa che fa maggiormente arrabbiare, oltre all’atteggiamento forcaiolo, giustizialista e giacobino, è questo voler ergersi a moralisti. De che? Senza il minimo ripensamento: l’altra sera, durante un riunione pubblica, lo stesso Guenzani ha minimizzato esclamando che ‘tanto pagano le assicurazioni’. Contento lui che, una volta di più, ha fatto il bauscia, mostrando la sua solita sicumera”.
La resipiscenza, si sa, è un atteggiamento che in politica ha scarso successo. Figurarsi in questo caso.

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