CASTELLANZA – «Via le auto dal centro? Se non si creano alternative è una follia. Castellanza non è un laboratorio ideologico». Non usa mezzi termini il capogruppo di Castellanza Protagonista Luciano Lista, per bocciare l’ipotesi di spostare il traffico di attraversamento fuori dal centro urbano, paventata dall’assessore all’urbanistica Vanni Mirandola in vista della variante al Piano di Governo del Territorio, appena avviata.
La polemica
«Castellanza non è un laboratorio ideologico: è una città reale, con problemi reali – ribatte Lista – ospita due presidi ospedalieri, un’università, una stazione ferroviaria strategica, servizi che richiamano ogni giorno migliaia di persone dai comuni vicini. Il traffico non è solo locale, è strutturale. Pensare di “spostarlo fuori” senza prima creare alternative concrete significa ignorare la natura stessa della città». E per l’esponente di Fratelli d’Italia, già candidato sindaco di Castellanza Protagonista i passaggi vanno messi nel giusto ordine: «Prima si realizzano parcheggi collegati ai servizi, si rafforza il trasporto pubblico e si ridisegna una viabilità esterna efficace, poi, eventualmente, si introducono limitazioni. Invertire questo ordine è un errore politico e amministrativo».
L’approccio di Lista e C.
Il rischio che intravede la lista di centrodestra all’opposizione è quello di «penalizzare il commercio di vicinato, congestionare i quartieri residenziali, scaricare il peso della scelta su chi lavora, studia o si cura a Castellanza. Non basta richiamare modelli “green” per trasformare la realtà». E per Lista «la mobilità non si governa con slogan, ma con dati. Servono rilievi aggiornati sui flussi, simulazioni serie di impatto economico, confronto con categorie produttive, università e strutture sanitarie. Senza questo percorso, la variante rischia di essere una scelta calata dall’alto».
Scontro tra visioni di città
Per il capogruppo di Castellanza Protagonista il tema della mobilità mostra la differenza di visioni in campo sui banchi del consiglio comunale: «Sono due visioni. Una considera Castellanza una città di servizio, nodo strategico tra Busto, Legnano e l’area dell’Olona, che deve garantire accessibilità e funzionalità. L’altra sembra immaginare una città chiusa su sé stessa, dove si riduce l’accesso senza prima garantire soluzioni alternative». Così l’appello di Lista è chiaro: «Io credo in una Castellanza moderna ma pragmatica, sostenibile ma concreta, capace di migliorare senza danneggiare chi la vive e la tiene economicamente viva ogni giorno. Non servono scelte simboliche. Servono scelte strutturali. Modernità significa equilibrio, non ideologia».
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