Malnate, polveriera centrosinistra. I sindaci amici: «Lasciateci fuori»

MALNATE – «La nostra associazione non si pone da nessuna parte. Certo che siamo dispiaciuti del centrosinistra diviso a Malnate, ma è una questione di partito che non tocca il Centro studi Comuni Orizzonti. Siamo un’associazione culturale e politica, non di partito».

Quindi – chiediamo – nessuno risponderà all’appello del Pd provinciale per la presentazione di Nadia Cannito e non sarete nemmeno presenti, quando ci sarà, al lancio della candidatura di Irene Bellifemine, che è una dei sindaci fondatori dell’associazione? «I presenti ai due appuntamenti lo saranno a titolo personale», taglia corto Marco Cavallin, presidente del Centro studi Comuni Orizzonti, il quale poi chiude dicendosi «seccato» per via del fatto che ci sia chi sta cercando di tirare la giacchetta sulla delicata questione Malnate. Ma facciamo un passo indietro.

Polveriera centrosinistra

Più i giorni passano e più il quadro politico malnatese diventa complesso. La campagna elettorale è solo all’inizio ma è evidente che, una dopo l’altra, stanno saltando le regole e si moltiplicano gli sgambetti dentro il centrosinistra locale, sempre più simile a una polveriera. E basta mezza parola per far scoppiare il caso. E’ successo anche in relazione all’associazione presieduta da Cavallin.

Ora, quanto un gruppo di sindaci riuniti attorno a un progetto culturale e politico possa incidere sull’urna malnatese è tutto da comprendere. Vero è però che stiamo parlando di primi cittadini del Pd, o comunque di area centrosinistra, e che ora si trovano in imbarazzo sia davanti all’appello dei dem provinciali, che hanno invitato gli amministratori a partecipare alla presentazione della candidata Nadia Cannito (domani, alle 20.45 al Bistrot di via Brusa a Malnate), sia di fronte alla scelta di presenziare o meno al lancio della candidatura di Irene Bellifemine, che (occorre ricordare) dell’associazione fa parte. Insomma, roba da equilibristi.

E se Cavallin mette nero su bianco la posizione del centro studi, altri sindaci chiedono di tenere i microfoni spenti, pur dichiarandosi in sintonia con le parole del sindaco di Induno. «Malnate? Forse si poteva evitare di arrivare a questo punto, ma non è una questione che ci compete», dicono prendendo le distanze e manifestando insofferenza nell’affrontare l’argomento. Chiaro segnale del non volersi esporre.

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