A Malnate il PD “liquida” Irene Bellifemine. Lei: «Si vince solo se uniti»

MALNATE – Il Pd e la Bellifemine? Un po’ come Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Con il risultato che a Malnate in tanti osservano a quanto sta accadendo, ma nessuno ride. E una differenza rispetto alla famosa coppia da sit com: qui hanno deciso di rompere il sodalizio e andare ognuno per la propria strada. Per lo meno al primo turno.

E così, quasi in contemporanea (il PD a livello di tempistiche un filo prima) i dem di Malnate e Irene Bellifemine fanno sapere le loro opposte posizioni. Ovvero: i democratici con un comunicato (finalmente) dicono che alle prossime elezioni non andranno con Irene Bellifemine. E il sindaco uscente, che ha già annunciato la propria ricandidatura, invita (senza mai fare il nome del partito) a fare un passo indietro e unirsi a quel campo aperto che «ha vinto in Sardegna e che sto costruendo anche a Malnate». Ma andiamo con ordine.

Sottolinenando che il PD “liquida” Irene Bellifemine senza nemmeno citarla nel momento in cui fanno sapere che non sarà le i la candidata sindaco dei Dem. “Tutti segni che ci hanno costretto a prendere coscienza del fatto che lei non potesse più essere il candidato sindaco rappresentativo di tutta la coalizione”; si legge nel testo. Segnale che la situazione tra i due schieramenti amici/nemici è molto tesa.

Inoltre occorre anche sottolineare che la decisione ultima è firmata da Donatella Centanin, capogruppo PD e da Paola Munari, consigliera lista Insieme. E il Partito che tanto si sta prodigando per mettere insieme i cocci dov’è?

Il comunicato del PD

Sappiamo che molti nostri concittadini si stanno chiedendo le ragioni del perché Malnate Sostenibile non faccia più parte della coalizione di centrosinistra attualmente composta da PD e Lista Insieme- Maria Croci. Nel corso dei mesi abbiamo più volte manifestato la nostra volontà di sederci ad un tavolo per ragionare sulla coalizione e su proposte di nomi alternativi di candidati sindaco, data la diffusa perplessità circa la ricandidatura di Irene sia fra la cittadinanza che all’interno della coalizione.
Di questi cinque anni di lavoro amministrativo dobbiamo purtroppo rilevare la mancata propensione a prendersi carico dei reali problemi dei cittadini e a trovare soluzioni concrete e ragionevoli per dare le risposte che i cittadini di Malnate cercano e si aspettano dal loro Sindaco; a questo si aggiunge la difficoltà da parte sua di tenere insieme la coalizione e di rappresentare la giusta sintesi fra i vari gruppi. Tutti segni che ci hanno costretto a prendere coscienza del fatto che lei non potesse più essere il candidato sindaco rappresentativo di tutta la coalizione.

Ci sono stati molteplici episodi (p.e. pianificazione e tempistiche polo civico comunale, viabilità) che hanno compromesso il rapporto politico con lei. Nonostante ciò, ogni consigliere ed assessore ha dato il suo contributo secondo le proprie competenze e le proprie deleghe.
Dato l’impegno che ci siamo presi con i malnatesi, e con grande senso di responsabilità, siamo andati avanti nell’attività amministrativa e abbiamo cercato in tutti i modi di poter trovare un compromesso fra la tenuta della coalizione, le risposte che dovevamo ai cittadini e il pericolo di un commissariamento del Comune.

In questi mesi abbiamo provato in tutti i modi a trovare una soluzione che tenesse unita la coalizione, per esempio abbiamo più volte proposto le primarie per poter scegliere il nuovo candidato sindaco, ma non sono mai state prese veramente in considerazione. In aggiunta, nonostante non ci sia il sostegno di 4 assessori su 5 alla sua ricandidatura, Irene non ha voluto prendere in considerazione l’ipotesi di fare un passo di lato per tenere unita la coalizione, e la sua uscita sui giornali di sabato scorso, dove annuncia la sua ricandidatura, è un ulteriore segno di questo atteggiamento.

La volontà dei consiglieri e assessori di PD e Insieme è quella di portare a termine il mandato elettorale per garantire l’operatività del Comune, ma per quanto riguarda la nuova tornata elettorale prendiamo atto della decisione di chiusura da parte dell’attuale sindaco a trovare una strada per proseguire – realmente- congiuntamente.

Bellifemine: «Caro Pd la Sardegna Insegna»

Irene Bellifemine ha colto al volo la significativa vittoria sarda per rilanciare il “campo largo” (le voci, infatti, dicono che tutti i partiti del centrosinistra, tranne il PD, stanno con l’attuale sindaco) e senza citare il nome del partito (A Malnate ) invita il PD a fare un passo indietro. Appello evidentemente caduto nel vuoto.

Ho accolto con molta soddisfazione la notizia della vittoria di Alessandra Todde e del suo “campo largo” questa mattina. La prima presidente donna in Sardegna, per di più di sinistra, è un fatto storico, ma questa vittoria ha un messaggio in più per noi malnatesi: uniti si vince.

È lo stesso messaggio che con Malnate Sostenibile e le altre forze che si stanno preparando a sostenermi vogliamo lanciare, soprattutto oggi: la porta è aperta anche per chi vuole chiamarsi fuori, perché è facendo rete che si può avere la forza necessaria per traghettare nel futuro la nostra amata città.

Se sono qui oggi è perché mi è stata chiesta la disponibilità a continuare, un mio passo indietro avrebbe causato ora ancora più rotture e incertezze nel gruppo e nella maggioranza che è stata al mio fianco in questi cinque difficili anni. Ho sempre messo e metterò, con senso di responsabilità, al primo posto la città e i Malnatesi, ed ecco perché non posso tirarmi indietro ora: i malnatesi, mi danno ogni giorno fiducia, con azioni, parole e gesti quotidiani che non posso ignorare.

Anche noi a Malnate abbiamo di fronte una situazione ancora aperta: il mio è un messaggio di unione, di maturità politica, di volontà di mettere davvero al centro il benessere dei malnatesi costruendo un “campo largo” che porti la nostra amata città verso un futuro che abbiamo iniziato a delineare insieme cinque anni fa.

Noi siamo qui, pronti a fare un altro passo avanti per Malnate.

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