Malpensa, l’altra faccia del Bridge tra attese ai bagagli e viabilità da migliorare

malpensa bridge attesa bagagli

MALPENSA – Malpensa ha superato la prova del Bridge. A oltre un mese di distanza dal trasferimento in brughiera di tutti i voli di Linate, lo scalo varesino ha dato prova di saper reggere volumi di traffico che mai aveva visto prima e che, nei giorni del grande esodo, hanno sfiorato il limite massimo di movimenti orari concessi sulle due piste di decollo. Ciò non significa che tutto stia funzionando alla perfezione. Ci sono almeno due aspetti su cui lo scalo varesino deve migliorare se vuole aspirare a superare i 30 milioni di passeggeri annui anche quando i voli di Linate torneranno a Milano. Viabilità e bagagli i punti critici.

Ingorghi e pericoli

Alla mattina, in particolare, si formano spesso code all’uscita del Terminal 1 mai viste prima del Bridge (nella foto in basso). I fattori sono molteplici: l’aumento dei passeggeri che arrivano in macchina a quell’ora si deve sommare ai dipendenti dello scalo che devono raggiungere il posto di lavoro e ai pendolari del territorio (e non sono pochi) che lasciano l’auto in aeroporto e poi utilizzano il Malpensa Express per andare a Milano. Risultato? Code sulle due rampe (Partenze e Arrivi) e ingorghi davanti alla stazione ferroviaria del T1, dove le macchine – ignorando i cartelli – provano a entrare al P3 nonostante sia completo (in questo periodo di picco è accessibile solo per gli abbonati e per chi prenota on line), trovandosi così obbligati a fare azzardate retromarce causando la paralisi. A complicare il quadro ci sono gli spilorci dell’Area 10 minuti, ovvero coloro che per non pagare il parcheggio attendono i passeggeri prima delle rampe di accesso del T1 e addirittura nella corsie d’emergenza della 336. Il loro è un comportamento scellerato e pericoloso che contribuisce – negli orari di picco – a creare un tappo alla circolazione.

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La riconsegna dei bagagli

Il sistema di gestione e smistamento bagagli è stato, sin dall’avvio del Bridge, il punto di maggiore criticità. Le segnalazioni pervenute negli ultimi giorni lo confermano, con attese sopra la media per la riconsegna dei bagagli. Qualche esempio. Chi è atterrato sabato sera con volo Air Italy Olbia-Milano ha atteso la propria valigia un’ora e un quarto, ovvero più della durata stessa del volo (45 minuti circa). Non è andata meglio ventiquattro ore dopo per chi arrivava da Lamezia Terme. Il volo era in perfetto orario (atterraggio ore 22), peccato che abbia dovuto poi aspettare mezz’ora per scendere dall’aereo e altri 50 minuti per ritirare il trolley dal nastro trasportatore, uscendo così da Malpensa soltanto alle 23.20. Stessa sorte per molti voli internazionali, così come dimostra la segnalazione di un passeggero atterrato lunedì mattina da Toronto con Air Canada. Anche in questo caso l’attesa è stata estenuante e ha toccato l’ora. C’è da dire che lo scorso weekend era quello del controesodo e che già nella giornata di oggi si notavano i primi segnali di miglioramento. In ogni caso è stato un campanello d’allarme da tenere presente se si vuole inseguire il sogno della Grande Malpensa.

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