Mister Javorcic: “La mia sfida si chiama Pro Patria”. Mastroianni saluta

Il rinnovo contrattuale di Ivan Javorcic, come anticipato da M24, ha portato il primo mattoncino in casa Pro Patria, dove si lavora per portare il Milan femminile allo “Speroni” e dove si valutano con attenzione gli sviluppi della vicenda del Busto 81, con i tifosi biancoblù che sognano di vedere la preparazione dei tigrotti allo stadio “Carletto Reguzzoni” di via Valle Olona, laddove iniziò lo gloriosa storia della Pro.
Il tecnico di Spalato, raggiunto nella sua Croazia dove sta passando gli ultimi giorni di ferie prima del rientro in Italia, ci ha concesso la prima intervista post rinnovo, proprio nel giorno in cui l’attaccante Ferdinando Mastroianni – indimenticabile il suo gol valso il blitz al “Piola” di Novara – ha annunciato il suo addio (direzione Lecco): “Dopo due anni si conclude la mia avventura con la Pro Patria. Ringrazio tutti. I miei compagni, la società, i tifosi. Tutti coloro che fanno parte di questa famiglia. Mi avete dimostrato un affetto enorme, facendomi sentire un tigrotto fin dal primo giorno. Sono orgoglioso aver indossato questa maglia e sono orgoglioso di aver dato tutto me stesso per questi colori. Spero di aver ricambiato a dovere sul campo l’affetto che mi avete dimostrato in questi due anni. Con stima e rispetto FM9“.

Come mai l’attesa si è protratta così a lungo?  O aveva messo in preventivo di attendere fino all’ultimo una chiamata dalla B?

Dal mio punto di vista l’attesa non è stata lunga: forse è stato più un disagio mediatico (quando non si gioca, spesso si parla di nulla); per il mio profilo professionale i tempi sono stati naturali: anzi, se vogliamo dirla tutta anche in anticipo. Mancano più di due mesi all’inizio del prossimo torneo (il 27 settembre) e i campionati, dalla A alla C, non sono ancora finiti. L’attesa del calcio non giocato ha finito per accelerare i tempi che invece sono normali: il direttore (Turotti) lo ha capito.

È stato davvero ad un passo da accasarsi altrove?

Nell’ultima settimana c’è stata una trattativa in mezzo, un quotidiano confronto. Ma il vero mercato comincia adesso: quindi se avessi voluto trattare con le squadre di B, con la Pro non mi sarei neanche seduto, perché i tempi sono diversi.

Un allenatore, a cui una squadra di C di bassa-media classifica sta oggettivamente stretta, con che stimoli si approccia ad una nuova stagione?

La voglia di continuare a lavorare con un gruppo di ragazzi che stimo, la voglia di migliorarli, la voglia del quotidiano confronto sui temi e tempi di calcio con il direttore. E poi è una sfida con me stesso: nel calcio di oggi la sfida non è fare bene e andare via; la sfida è fare bene nello stesso posto, reinventarsi e confermarsi. Questo è raro: non lo fa nessuno. La Pro Patria rappresenta un unicum nel panorama nazionale.

C’è stato un aspetto (anche curioso, banale, familiare ecc), che le ha fatto dire: “ma sì un altro anno alla Pro si può fare; tutto sommato a Busto non si sta così male”

L’ultima volta che sono stato a colloquio con il direttore (fine giugno), ho calcato il prato dello “Speroni” per raggiungere la segreteria. E una volta in mezzo al campo, guardando attorno, mi sono detto: voglio sedermi ancora su questa panchina.

Per concludere: cosa ne pensa dell’ipotesi alternanza Pro-Milan femminile? E se ha voglia cosa ne pensa del titolo ceduto al Varese dal Busto 81 e più in generale del il campo di via Valle Olona, richiesto a gran voce dai tifosi per le giovanili tigrotte e magari per il ritiro precampionato?

Bella idea sul femminile; sull’altro argomento ho seguito la vicenda e ho letto il commento di Giorgio Giacomelli: per me basta quello.

Javorcic Pro Patria Mastroianni – MALPENSA 24