La piccola Openjobmetis vuole crescere. Obiettivi playoff e Europa

Openjobmetis Varese Michael Arcieri
Michael Arcieri, General Manager della Openjobmetis

VARESE – Sarà una Openjobmetis troppo “piccola”? Mancano chili e centimetri? Nessun problema. Il General Manager Michael Arcieri promuove il mercato estivo della Pallacanestro Varese e, anzi, rilancia con forza. “L’obiettivo è arrivare ai playoff e tornare in Europa. Senza alcun dubbio”. Tanta fiducia nella direzione intrapresa dalla società e nella scelta dello staff tecnico.

Il mercato

Sono contento perché abbiamo firmato alcuni giocatori che avevamo in testa da tempo e cioè Ross e Owens. Lungo il mercato abbiamo avuto la possibilità di raggiungere talenti come Brown e Johnson. Siamo contenti di aver confermato tutti gli italiani, Librizzi e De Nicolao per esempio. Per la società è molto importante partire da una base italiana solida e alcuni ragazzi in estate hanno giocato bene in Nazionale. Non vediamo l’ora di incominciare. Vogliamo creare un ambiente competitivo e ogni allenamento sarà una sfida per i giocatori. Indipendentemente da dove vieni e da chi sei, non c’è alcuna promessa di partenza, ognuno giocherà per quello che saprà guadagnarsi in palestra. Dobbiamo difendere forte e poi ci sarà l’opportunità di correre tanto. Vedo una bella occasione per Nicolò e Libro di guadagnarsi minuti preziosi. Altro punto fondamentale della società è investire sui giovani. Partiamo da qui e siamo pronti per andare avanti.

Lo stile di gioco

Sicuramente sarà small ball. Ci mancano chili e centimetri sotto canestro, ma sopperiremo con un grande atletismo. Owens, Johnson e Brown hanno una apertura alare importante. Vogliamo essere più atletici possibili, switchare su pick and roll con aggressività e puntare su posizioni intercambiabili. Penso che avremo un impatto significativo sul campo grazie ad atletismo ed eccletticità.

Lo staff tecnico

In maggio abbiamo incominciato a guardarci intorno. Abbiamo parlato con tanti allenatori da tutta Europa e dalla Nba. Poi abbiamo pensato che se vogliamo giocare in stile Nba dovevamo avere molte connection con il mondo americano. Abbiamo riscosso molto interesse in Usa, poi siamo stati noi a individuare Matt Brase. Perché? Matt ha avuto esperienza in università e in Nba, la sua è una famiglia cresciuta a “pane e basket”, ha lavorato sullo di giocatori importanti (per esempio James Harden), ha un curriculum molto bello e poi ci ha conquistato con il suo carattere: aperto, bravo ad avere ottimi rapporti con i giocatori e con gli allenatori e con connection a livello più alto. Matt ha le cose che noi cercavamo. Galbiati poteva essere il capo allenatore, per noi è una cosa incredibile averlo nel nostro staff: darà un grande aiuto a Matt e a tutti noi, ha avuto esperienza a Milano come player development, è bravissimo con i giocatori e soprattutto con i giovani. Puntiamo a creare un grande gruppo di lavoro e avere Paolo con noi è fantastico.

Hernan Mandole sarà il responsabile del player development

Herman Mandole completa lo staff tecnico. E’ un coach argentino che ha avuto una grande esperienza nello sviluppo dei giocatori. Siamo contenti di avere questa figura che ci aiuterà soprattutto con i giovani.

Vene e il numero quattro

Sinceramente speravamo da subito che Siim tornasse con noi, ma non è stato possibile. Abbiamo parlato moltissimo con la sua agenzia, ma non siamo riusciti a trovare l’accordo. Vedere andare via giocatori a cui sei molto affezionato è il lato più brutto del mio lavoro. Incominciamo così, in maniera molto convinta. Abbiamo grandi aspettative su Justin Reyes, che ha perso 5 chili ed è tirato a lucido: l’anno scorso in attacco ha dato molto quando è stato libero di testa, mentre in difesa dovrà sicuramente cancellare alcuni passaggi a vuoi. Poi per il futuro vediamo, siamo sempre in tempo ad aggiungere qualcosa se proprio ne avremo bisogno. Ma incominciamo così e, lo assicuro, non è una soluzione di ripiego.

Gli obiettivi della stagione

Vogliamo vincere ogni singola volta che andremo in campo. Quindi vogliamo i playoff e tornare a giocare le coppe europee. Abbiamo raggiunto un livello di talento sufficiente per essere competitivi ogni sera. La mancata partecipazione alle coppe europee? Sinceramente non ho capito bene le motivazioni, è stata una delusione, ma non ha influito più di tanto sul mercato. Guardiamo però il bicchiere mezzo pieno. Con una partita a settimana avremo più giorni per lavorare sullo sviluppo dei giocatori. Il budget non è stato un problema in sede di mercato. Era chiaro sin da subito che potevamo disporre di un certo range economico. Il nostro compito, al di là dei soldi, è trovare sempre giocatori bravi da inserire. Per me è una cosa molto interessante dal punto di vista professionale. Speriamo di aver fatto un lavoro ben fatto, questo ce lo dirà il campo.

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