SAN VITTORE OLONA – L’amministrazione comunale è nel limbo. E continua a rimandare ogni decisione urbanistica in sospeso. È l’accusa mossa ieri, venerdì 21 ottobre, dalla lista civica Per San Vittore Olona, che enumera, con tanto di fotografie, tutti i problemi irrisolti nel paese a livello di infrastrutture.
Il primo esempio citato dai consiglieri di minoranza Paolo Salmoiraghi e Marco Zerboni è via Grossi (nella foto sotto), chiusa al traffico da più di due anni con una transenna nel primo tratto che esce da corso Sempione. «Perché l’amministrazione – domandano i consiglieri – non prende la decisione di intervenire direttamente mettendo in sicurezza l’edificio “incriminato” e chiedendo poi i danni al privato cittadino che non si assume le proprie responsabilità? Dobbiamo aspettare che qualcuno si faccia male perché si intervenga?».

Ancora sugli impianti sportivi
Segue l’immancabile ripresa dell’annosa polemica sugli impianti sportivi. «È stato annunciato il cambio di gestore degli impianti, ma tutto tace. Nel verbale del consiglio comunale del 28 luglio il sindaco diceva testualmente che “sulla situazione dei centri sportivi sicuramente vi terremo informati su tutti gli aggiornamenti”, fatto mai accaduto. Tutto rimane com’è: incompiuto, con grave disagio degli utenti che in larga parte sono ragazzi. Quanto ai campetti di via Alfieri (in alto) l’amministrazione nell’ottobre 2019 comunicava in consiglio comunale di avere in mente un “grosso progetto”: è da allora che tutto è abbandonato, senza una prospettiva di riapertura a breve».
Ancora, «i servizi igienici creati lungo l’Olona Greenway giacciono in una condizione pietosa, senza pulizie adeguate e senza manutenzione al legno che ogni due anni andava riverniciato per mantenerne la giusta efficienza. Ma anche qui il nulla».
«Giunta zoppa e immobile»
La lista civica di centrodestra rimarca poi come alla giunta manchi un assessore «tra l’altro contra legem per quanto riguarda le quote di genere, ma anche qui l’indecisione regna sovrana. Potremmo continuare con altri chiari esempi di decisioni posticipate all’infinito – concludono Zerboni e Salmoiraghi – Non vorremmo che fra i pensieri del sindaco Rossi si sia annidata la consapevolezza di rimandare a chi verrà dopo di lei la risoluzione di tutte le questioni che non è stata capace di risolvere, perché se così fosse allora sarebbe il caso che lasciasse lavorare fin da subito chi vuole occuparsi veramente della cosa pubblica prima che determinate situazioni diventino così gravi da risultare irrisolvibili».
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