Piscina di Solbiate tra vecchi debiti e rilancio. Indaga anche la corte dei conti

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SOLBIATE OLONA – La piscina comunale nuota tra debiti e possibili soluzioni di rilancio. Ma intanto, sulla gestione dell’impianto ha messo gli occhi la corte dei conti. Che sta mettendo mano ai numeri in bilancio.

L’annuncio dell’indagine della Corte dei conti viene dato dal sindaco Roberto Saporiti durante il consiglio comunale di lunedì 8 luglio. Dove la questione scivola quasi via: troppa la carne al fuoco, tantissime le domande di un’incalzante opposizione, che quasi brucia le risposte. E’ un confronto bulimico, fatto di richieste, spiegazioni, toni alti, polemiche e che tritura tutto: parole, riflessioni, mugugni.

Buttar via l’acqua sporca, ma non il bambino

Normale bagarre, poiché le tossine della campagna elettorale non sono state ancora smaltite. Ma anche perché la Voce solbiatese, guidata di fatto dall’ex sindaco Luigi Melis, manifesta la volontà (e non potrebbe essere altrimenti) di difendere con le unghie e coi denti quanto fatto in dieci anni. Un doppio mandato rispetto al quale Più Solbiate ha già fatto capire di voler mettere in un angolo molte cose. Non tutto, certo. E lo si è capito dall’atteggiamento del sindaco Saporiti anche su un argomento scivoloso come quello della piscina. Dove il nuovo sindaco riconosce in aula i punti positivi, ad esempio, nella convenzione firmata dalla passata amministrazione. Ma anche la collaborazione sul tema da parte della Saronno Servizi, società partecipata che gestisce l’impianto. E che ha iniziato a prendere in mano tutta una serie di partite a Solbiate proprio durante il mandato Melis.

Il “buco” nell’acqua

Ma torniamo in vasca. Sulla questione corte dei conti, costi di gestione e, per il momento, sui pochi benefici economici per Comune e comunità. A mettere sul tavolo i numeri è proprio il sindaco: «Oggi, dalla gestione della piscina, il Comune riceve 10 mila euro, ovvero il canone annuo. Bisogna tener conto però anche del fatto che la convenzione firmata precedentemente prevede un fondo di accantonamento da reinvestire sull’ammodernamento dell’impianto. Una buona cosa questa. Però non possiamo non evidenziare che la struttura, solo per costi energetici, cuba circa 120 mila euro e che dobbiamo ripianare una situazione debitoria, ereditata dai fallimenti, pari poco più di 100 mila euro». Costi che abbonamenti e utenze non riescono a coprire. Insomma non è la situazione raggiante che era stata tratteggiata solo qualche settimana fa.

Cercare soluzioni

«La situazione della piscina è oggettivamente un problema – dice Saporiti – che stiamo affrontando. Per alcuni versi anche nel solco già tracciato da Melis quando era sindaco. Ma il futuro è tutto da costruire». Anche perché non sono mancate le sorprese, come dicono i nuovi amministratori. Quella della Corte dei conti, ma anche le ispezioni alla struttura stessa da parte di vigili del fuoco, ad esempio, per vedere se tutto è in regola. «Sono due situazioni aperte – continua il primo cittadino – che potrebbero avere sviluppi e richiedere ulteriore esborso di quattrini. In ogni caso stiamo lavorando con la Saronno servizi, la quale a settembre presenterà anche un business plan di rilancio. Di certo c’è che così la struttura non è sostenibile».

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