Prevenzione in piazza a Busto con la clinica mobile LILT: in due anni 3500 visite

BUSTO ARSIZIO – Ritorna ancora una volta dove tutto è iniziato – in piazza San Giovanni, due anni fa – la clinica mobile della LILT per gli screening gratuiti di “Senologia al Centro”. In tutto almeno 120 le visite programmate nei tre giorni – sold out praticamente appena aperte le prenotazioni – in cui la clinica mobile realizzata dal Gruppo Gnodi per LILT rimane nella piazza principale di Busto Arsizio, anche se «sappiamo che alla fine – ammette il presidente della Lega Tumori varesina Ivanoe Pellerin – ne faremo di più perché i nostri medici sono sempre estremamente disponibili». Sono state 3500 le donne visitate nelle 18 presenze nelle piazze di “Senologia al Centro”. Di cui circa il 10% indirizzate verso un approfondimento clinico.

L’importanza di prevenire

«È un numero alto – ammette il professor Pellerin – la media dovrebbe essere attorno al 4-5%. Significa che si dovrebbe fare più prevenzione, ma teniamo conto che gli screening regionali arrivano a fatica a raggiungere il 50% delle donne. Con questa iniziativa noi cerchiamo di avvicinare i luoghi della prevenzione e sensibilizzare sempre più donne a farsi controllare se sono in buona salute. Perché la buona salute è la norma, è la malattia l’eccezione. E, come ripetiamo sempre, se il tumore al seno si coglie subito le possibilità di guarigione al giorno d’oggi superano di gran lunga il 90%». Di confortante c’è che nelle piazze di “Senologia al Centro”, come rivela Pellerin, «spesso vediamo persone più giovani dell’età dello screening». E questo è un segno che il messaggio inizia a passare.

Il taglio del nastro

Per il terzo anno consecutivo “Senologia al Centro” fa tappa in piazza San Giovanni nel cuore di Busto Arsizio, con una squadra di medici e volontari “capitanata” dal dottor Pietro Bernasconi, primario di radiologia di ASST Valle Olona. E con un pensiero a Luca Torno, il consulente di marketing scomparso quest’estate che aveva accompagnato sin dall’inizio questa iniziativa. All’inaugurazione della clinica mobile – benedetta da don Peppino Colombo, già cappellano dell’ospedale – sono intervenuti, per l’amministrazione comunale, l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni e il vicesindaco Luca Folegani, ma anche l’assessore all’economia Alessandro Albani, i consiglieri comunali Marco Lanza, Cinzia Berutti e Valentina Verga e l’ex assessore Miriam Arabini. Per Regione Lombardia è passato il presidente della commissione solidarietà sociale Emanuele Monti, per le istituzioni sanitarie c’erano il direttore sanitario di ATS Insubria Giuseppe Catanoso e il direttore socio sanitario di ASST Valle Olona John Tremamondo. E poi gli sponsor: Irene Mesisca, direttore generale del Gruppo Gnodi, Laura Corrias di Poste Italiane, Alfonso Cassarino di Remax, Simone Ceriani per Fogliani e Alberto Zone di Allianz Bank.

La testimonianza

È proprio quest’ultimo ad aver rivelato il motivo per cui ha deciso, tre anni fa, di sostenere questa iniziativa: «Quando sono stato per la prima volta alla Lilt ho chiesto di sfogliare i faldoni degli iscritti e in quello del 1987 ho trovato il nome di mia madre, che si era ammalata di tumore al seno e, grazie ad una visita fatta per tempo, è riuscita a combattere questa malattia e vivere per altri vent’anni». Una delle tante storie di vita legate all’esperienza di prevenzione messa in campo dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Così l’assessore bustocca Paola Reguzzoni rivolge «un appello da donna, 51enne (compiuti proprio oggi, ndr): preoccupiamoci anche di noi, non solo dei figli, dei genitori e degli animali. Una visita e un controllo non deve mai venire dopo ad altre priorità».

Visite sold out alla clinica mobile Lilt a Busto. «Modello che sarà replicato in tutta Italia»

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