La nuova giunta di Gallarate acutizza la crisi anziché risolverla

Maga gallarate longobardi

Come più volte sottolineato, riteniamo che nell’ultimo mese si sia toccato il punto più basso della storia di Gallarate.
E non ne siamo certo usciti: le dimissioni degli esponenti di FI in giunta erano una condizione necessaria ma non sufficiente alla risoluzione della grave crisi politica in atto.
La successiva nomina di tre nuovi assessori, professionisti estranei alla politica, acutizza e sottolinea questa crisi anziché risolverla.
Siamo di fronte alla resa della politica: si ricorre a figure in grado di restituire un minimo di fiducia ai cittadini, quella fiducia fortemente minata da quanto successo. C’è bisogno di tecnici?
Ne dubitiamo, Gallarate ne vanta di eccellenti nei palazzi comunali.
Dunque c’è bisogno di cittadini al di sopra di ogni sospetto.
Nella giunta di Gallarate ci sono oggi solo 2 assessori eletti dalla cittadinanza (con 280 voti in totale).
Tutto questo mentre in Consiglio Comunale siedono alcuni consiglieri che, secondo le carte della magistratura, pur escludendo qualunque coinvolgimento penale, parrebbero essere stati quanto meno testimoni dei fatti ormai noti.
I medesimi consiglieri che dovrebbero garantire la sopravvivenza di questa amministrazione.
Davvero non è credibile.
Il sindaco, nonostante abbia coraggiosamente annunciato una sorta di “governo del primo cittadino”, è in realtà sotto scacco dell’alleato Forza Italia.
In questa situazione non esistono stampelle di sorta, certamente non quella dei 9.9, che hanno invece espresso immediatamente, subito dopo gli arresti che hanno sconvolto la città, quale fosse la linea da seguire.
Lo ribadiamo ancora oggi: il sindaco, che gode di ampio consenso personale, tale da garantirgli probabilmente una rielezione al primo turno, si liberi degli alleati scomodi.
Questa è la nostra posizione e tale rimarrà, nonostante le illazioni di questi giorni.
Abbiamo dialogato con il sindaco, che ci ha chiamati a colloquio, come sempre abbiamo fatto in questi tre anni ma, in questo delicatissimo momento, non sarà il voto dei 9.9 a garantire un assetto che non condividiamo, per tutti i motivi sopra esposti.
I rapporti con il sindaco sono buoni, ma i fatti di questi giorni hanno una diversa lettura

Rocco Longobardi
(consigliere comunale “La nostra Gallarate 9.9”)

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