Samarate, Portalupi al vetriolo: «Cenci pessimo. Si dimetta, è incompatibile»

Luigino Portalupi

SAMARATE – «Abbiamo l’obbligo di chiedere le sue dimissioni, per la ripetuta violazione delle norme di incompatibilità. Non vogliamo perdere tempo, andremo a depositare un esposto alla procura della Repubblica». Ora parla Luigino Portalupi, ex sindaco ed ex esponente di Samarate Insieme. Nel mirino c’è Alessandro Cenci, unico rappresentante in consiglio comunale della lista civica di maggioranza che ultimamente è stata al centro del dibattito politico. Colpa delle critiche e della continua richiesta di cambio passo rivolta al sindaco Alessandro Ferrazzi e a tutto il centrosinistra allargato. Parte da lì, Portalupi. E affonda il colpo.

Portalupi vs Cenci

In ordine. Negli ultimi mesi la maggioranza samaratese sta facendo i conti con attriti interni: visioni differenti che sono spesso sfociate in litigi. Vale, soprattutto, nei rapporti con Cenci: oltre alle divergenze col sindaco, sono emersi anche forti contrasti in Samarate Insieme che hanno portato alla spaccatura della lista. In pratica: da una parte c’è chi sostiene Cenci, dall’altra chi ha trovato in Portalupi una figura di riferimento. E ora è proprio Portalupi a togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Il caso Di Bari

Il suo sfogo inizia dal caso Rita Di Bari. Esponente di SI e presidente della Fondazione Zaccheo, era stata definita incompatibile a ricoprire un ruolo nella Commissione Servizi Sociali. Tema di cui si è discusso anche in consiglio comunale. E che ora viene rispolverato dall’ex sindaco: «Non esiste nessuna incompatibilità. E potrà essere consigliere comunale senza problemi, lo ha chiarito anche il segretario comunale». È così che, dice, «viene smascherato l’ignobile tentativo di Cenci di denigrare la persona e la sua immagine di amministratrice pubblica». Un’«offensiva» che «ha fatto circolare in malafede e con grave dolo, solo per eliminare con una pressione calunniosa la prima dei non eletti di SI».

L’attacco

Ora, la questione si ribalta. E Portalupi attacca: «Personalmente, nelle fasi finali della difficile convivenza con Cenci, più di una volta gli ho fatto notare che se ci fosse stata incompatibilità, sarebbe stata la sua». Il riferimento va al fatto che «era e dovrebbe ancora essere membro di un organo di direzione di un’associazione (la Pro Loco, ndr) che è sovvenzionata dall’amministrazione comunale». Fino all’affondo: «Non ci sono dubbi che il consigliere sia un pessimo esempio di amministratore pubblico: poco preparato e che ama bearsi nell’apparire. E che, in modo doloso, ha violato la prima regola della vita politica: ha venduto l’obbligo di rappresentare tutta la lista che lo sostenne in campagna elettorale e si mise d’accordo con i rappresentanti di altre liste – che ora sono in maggioranza – per cessare il proprio ruolo di rappresentante di SI». E conclude: «Ci saranno altre iniziative altrettanto robuste, perché abbiamo avviato un’analisi circa la possibile ineleggibilità di Cenci. E, se sarà confermato quanto crediamo, avvieremo un’ulteriore azione nelle sedi opportune».
Nel frattempo, Portalupi ha già dato il via a un nuovo progetto, che sostituisce l’esperienza andata in fumo di Samarate Insieme. Si tratta di Alternativa Democratica, di cui lui stesso sarà coordinatore.

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