Valzer tra “Amici miei” e la Brianza, i personaggi di Bottini al Fratello Sole

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BUSTO ARSIZIO – Ritratti con vivace ironia, nascono dall’osservazione del quotidiano, e della vita politica in particolare, dando vita a una serie di situazioni bizzarre: sono i personaggi che popolano le pagine di “Quando la scimmia balla il valzer”, ultima fatica letteraria di Gian Franco Bottini. Già autore di “La vita è una brioche”, mercoledì 29 maggio ha presentato il libro al Teatro Fratello Sole di Busto Arsizio insieme ad Anna Maria Folchini Stabile, presidente di TraccePerLaMeta Edizioni, e all’avvocato Paola Surano. L’appuntamento, introdotto dall’assessore alla Cultura Manuela Maffioli, è stato accompagnato dall’arte di Tiziano Riverso che, nel corso della serata, ha realizzato un disegno ispirato al titolo del libro.

Vita goliardica e commedia umana

Il ricavato del libro sarà devoluto all’Anffas di Busto Arsizio, associazione che si occupa dell’assistenza ai disabili. «Grazie papà», ha esclamato il presidente Pietro Magistrelli, ricordando il contributo fondamentale di Bottini al progetto.
Laureato in Economia, con cariche importanti in una multinazionale in campo informatico, nonché politiche in ambito cittadino e provinciale, l’autore di “La vita è una brioche” ha annunciato che “Quando la scimmia balla il valzer” ne è il seguito, ma può essere letto in modo indipendente. Arricchito dalle illustrazioni di Tiziano Riverso, e con la prefazione di Vincenzo Coronetti che «ha centrato il problema», il libro è formato da un complesso di racconti i cui personaggi, descritti ironicamente, richiamano la vita goliardica messa in scena nel film “Amici miei”. Il luogo dove si svolgono le vicende è la Brianza: «Un po’ perché nel primo libro si andava verso Lecco. Ma anche perché alla fine tutto il mondo è paese, è giusto ambientare lì la commedia umana». In questa prospettiva si inserisce la scelta del dialetto per i dialoghi: «Per capacità di sintesi è equiparabile all’inglese, e consente di utilizzare anche espressioni forti».

Mille possibilità di riderci sopra

Tra i protagonisti ci sono i ristoratori Adelmo e Giuseppina, alle prese con un dispendioso gallo americano che canta alla due, e figure istituzionali : «Molte idee sono venute dalla frequentazione dell’ambiente politico, dove ho avuto mille possibilità di riderci sopra, e anche ridermi addosso. Sono una summa di tante cose, come ad esempio l’onorevole Brizzi, che rievoca i politici emersi nel 1992 con il boom della Lega». «Sebbene nata a Milano, a un certo punto mi sono trasferita in Bianza: vi posso confermare che queste cose sono vere», ha commentato Folchini Stabile. «Ha recuperato alcuni spunti e particolari piuttosto che altri ricamandoci, ma in fondo la realtà è questa», ha concluso Surano, domandando come nascano i titoli dei libri: «Quello del primo nasce dall’espressione di un suo personaggio, “la vita è una brioche, in cui la marmellata sta sul fondo”, ha risposto Bottini. «Nell’ultimo ruota invece intorno al dottor Colombo. Uscito da un periodo pesantissimo, è intenzionato a tirarsi su con il morale, “ricominciare a far ballare la scimmia”. Il legame affettivo con una donna sembra una soluzione ai suoi problemi: la constatazione è che “magari non si tratta di boogie-woogie, ma almeno la scimmia ha ricominciato a ballare il valzer”».

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