SEDRIANO – Presidio e sciopero alla Brt di Sedriano oggi, lunedì 23 febbraio (nella foto) dopo l’aggressione al segretario generale Filt Cgil Ticino Olona Marco Cillo per mano di un dirigente di una società appaltatrice del gruppo logistico, fatto avvenuto venerdì scorso nei locali della Camera del Lavoro di Legnano. Alla protesta hanno aderito gli autisti Brt operanti in Lombardia, il personale dipendente di Brt Spa e delle aziende fornitrici o appaltatrici in forza nelle filiali di Sedriano, Albairate e Origgio.
«Chiediamo con forza a Brt di escludere dai suoi appalti da subito e in futuro il fornitore responsabile dell’aggressione – è la posizione del sindacato – L’aggressione rappresenta una grave offesa alla dignità di chi rappresenta tutti i giorni il lavoro e chi usa la violenza per imporre le proprie ragioni ha torto in partenza. Il rispetto delle norme sulla qualificazione della filiera dei fornitori che abbiamo sottoscritto il 6 dicembre 2024 con il rinnovo del contratto nazionale Logistica, Trasporto merci e Spedizione non possono prescindere dalle regole fondamentali di civile convivenza e rispetto delle persone».
Si moltiplicano i messaggi di solidarietà a Cillo
Nel frattempo, continuano a pervenire messaggi di solidarietà al segretario Filt Cgil Ticino Olona e di condanna per l’accaduto. «Esprimiamo la nostra più ferma condanna per la grave aggressione avvenuta nella sede della Filt-Cgil Ticino Olona a Legnano – afferma Francesco Toia, consigliere comunale legnanese della Lista Toia Sindaco – La violenza contro chi rappresenta e tutela i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori è un fatto inaccettabile, che colpisce non solo una persona ma i princìpi stessi di rispetto e democrazia su cui si fonda la nostra convivenza civile. Esprimiamo piena solidarietà alla Cgil e al sindacalista aggredito, con l’auspicio di una pronta guarigione. Nessuna divergenza può mai giustificare la violenza».
«Grande preoccupazione per l’atto» da Rosanna Pontani, coordinatrice del Circolo Sinistra italiana Altomilanese-Alleanza Verdi e Sinistra, secondo la quale il gesto «si inquadra in un brutto clima di intimidazione che esiste nel nostro Paese oltre ai continui attacchi al mondo del lavoro. Esprimiamo la nostra solidarietà e la nostra vicinanza al sindacalista della Cgil».
Anche il Circolo di Legnano di Rifondazione Comunista esprime «grande preoccupazione. Questo episodio rappresenta solo un sintomo dello stato in cui versa oggi il mondo del lavoro, come effetto del continuo e sistematico attacco condotto negli anni contro i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, dello svilimento dei contratti, della precarizzazione crescente e della polverizzazione delle posizioni, che amplificano la ricattabilità di chi lavora, rendendo sempre più difficile anche l’azione sindacale volta ad arginare tale deriva e a invertirne la rotta.
«In particolare, la concentrazione del commercio mondiale nelle mani di poche multinazionali ha finito per coinvolgere nel ricatto tutte intere le filiere della produzione e della distribuzione. Una sofferenza – conclude Rc – che impone un cambiamento del modello economico oggi prevalente, totalmente finalizzato al profitto sempre più scandaloso di pochi e del tutto indifferente alle sorti di chi produce la loro ricchezza, del benessere collettivo e dell’ambiente».
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