Mercato di Sesto, ambulanti in rivolta: «Intollerabile disinteresse della giunta»

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SESTO CALENDE – «La pazienza ormai si sta esaurendo, abbiamo subìto fin troppo. Questo totale disinteresse e assenza di comunicazione e mediazione da parte della giunta non è più tollerabile». Il nucleo degli ambulanti di Sesto Calende alza la voce. Il piano per riportare il mercato in centro è ancora in fase di sviluppo. I tempi si allungano e i proprietari delle bancarelle chiedono chiarezza alla squadra del sindaco Giovanni Buzzi – e in particolare al suo vice Edoardo Favaron – sul prossimo futuro. Non senza sconforto: «La verità ormai non si può nascondere, è ben chiara a tutti: del mercato non vi interessa niente».

«Ignorati e dimenticati»

Dopo il referendum, nonostante il quorum non sia stato raggiunto, la giunta ha comunque tenuto conto della maggioranza dei voti della popolazione. Decidendo di riportare le bancarelle in centro. Ne è nato un periodo di progettazione per individuare le migliori condizioni per il trasferimento da viale Lombardia. Ma dopo mesi di silenzio, gli ambulanti chiedono aggiornamenti, sostenuti anche dalle minoranze di Sesto 2030 e Insieme per Sesto. La memoria va a allo scorso maggio, quando il vicesindaco aveva presentato «una prima stima temporale sul futuro del mercato», ricordano. Ovvero che, citano, «il progetto definitivo sarebbe stato presentato a settembre». E quindi cominciare dopo l’estate a lavorare in condivisione con le associazioni di categoria e i proprietari dei banchi per «stabilire le nuove pozioni». Ora alzano la voce: «Non solo la scadenza data non è stata rispettata. Ma per l’ennesima volta siamo stati completamente ignorati e dimenticati, come se il nostro problema (e di molti avventori del mercato) non esistesse: non un avviso, non una parola, niente: un silenzio che però lascia intendere molto più di mille parole».

Le perdite per gli ambulanti

Dopo il referendum e diverse consultazioni – ma anche «proteste e promesse mai mantenute» – gli ambulanti si preparano «quasi sicuramente (la speranza è di essere smentiti il prima possibile) a un altro inverno con un mercato provvisorio». E in un luogo considerato «non consono e poco appetibile commercialmente, con tutti i problemi che abbiamo evidenziato più e più volte». Tanto che i molti che continuano a frequentare il mercato «lavorano spesso in perdita, solamente per mantenere la piazzola in vista di quello che sembrava essere un rapido ritorno in centro». Ricordando che «anche una sola piccola perdita economica, prolungata per così tanto tempo, può diventare significativa». Dito puntato contro la giunta: «Si sono nascosti dietro alla scusa della sicurezza, per poi abbandonarci per tre anni in un luogo non idoneo. Con servizi igienici insufficienti e con la principale strada di collegamento che ha e avrà bisogno di manutenzioni che renderanno ancor più difficile l’arrivo della clientela».

La richiesta di chiarimenti

Per gli ambulanti, alla giunta «non interessa niente del mercato». Soprattutto considerando che «con un minimo di sforzo, in tre anni, un Comune come quello di Sesto – affidatosi peraltro anche a società esterne – avrebbe sicuramente partorito senza troppe difficoltà un progetto. Magari, come chiediamo da tempo, anche con il nostro aiuto». Ecco perché ora chiedono di «parlare chiaro». La domande è rivolta direttamente alla squadra Buzzi: «Prenderete finalmente e seriamente una posizione sulla sorte del mercato, trovando una soluzione per evitarci un altro inverno in quella steppa gelida? O invece non avete la minima intenzione di rispettare la volontà nostra e dei sestesi di riportarlo in centro?». Con il dubbio che si voglia «passare la patata bollente alla prossima amministrazione, visto che le elezioni saranno la prossima primavera». Tranchant gli ambulanti: «A noi non interessa, vogliamo solo rispetto e chiarezza».

Colombo non ci sta

La posizione dell’amministrazione comunale non si fa attendere. Così il capogruppo di maggioranza Marco Colombo (Lega): «Abbiate il coraggio di mettere nomi e cognomi del nucleo ambulanti. Perché ce ne sono tantissimi che invece vogliono rimanere in quell’inferno, come lo descrivete voi». E assicura che «il progetto è pronto e penso che l’assessore Favaron lo presenterà prestissimo». Con il dubbio che ad alcuni «tanto non andrà bene: state solo facendo una campagna d’odio contro Sesto e contro l’amministrazione comunale per fini politici. Siete insieme ai vostri amichetti sinistri dei nemici di Sesto». Sottolineando che «ho vinto anche la seconda causa di diffamazione che mi avete fatto».

Opposizioni all’attacco

E quindi la replica delle opposizioni: «Il trasferimento provvisorio è stata una dura prova che ha decimato le presenze dei banchi», le parole di Insieme per Sesto. «E dietro ogni banco ci sono famiglie e persone che si alzano la mattina presto, o la notte, per offrire un servizio». Ecco perché «troviamo più che legittimo che i loro portavoce esprimano il pensiero della maggioranza e parlino della preoccupazione di passare un altro inverno di disagi». Mentre, il commento di Colombo viene definito «indegno di Sesto e dei sestesi». Di più: «È grottesco che parli di nemici di Sesto nel momento in cui i suoi atti, i suoi modi, le sue parole non fanno altro che spingere al livello sempre più basso e inascoltabile il confronto civico. Oltretutto dicendo falsità».
Aggiunge Sesto 2030: «Spiace che Colombo intervenga sui social spesso con piglio da stadio più che da politico, denotando nervosismo e scarsa condotta istituzionale. Sono tre anni che il mercato aspetta una collocazione definitiva ed è legittimo che gli ambulanti siano irritati dall’attesa, senza trascurare le ripercussioni che lo spostamento ha avuto sulle attività commerciali del centro. In questi anni di location provvisoria si son susseguite una pandemia, un referendum, date ipotetiche di presentazione del nuovo progetto del mercato e continui rinvii. Non si può tenere nel limbo un pezzo di storia di Sesto e non può essere questo l’atteggiamento di chi dice di avere a cuore la città».

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