BUSTO ARSIZIO – «Castrazione chimica? Io farei la castrazione fisica. E per queste persone ci vuole la catapulta». Max Rogora, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, non usa giri di parole, come sua abitudine, per commentare in modo provocatorio la vicenda dello stupro di via Vercelli, intervenendo nell’aula consiliare di Palazzo Gilardoni. «Queste persone non dobbiamo mandarle via in nave o in aereo, ma con la catapulta». Un invito fin troppo esplicito all’espulsione degli immigrati che delinquono: «Per dei braccialettini di gomma ai polsi dei profughi stava uscendo chissà che cosa – aggiunge il “Fratello” – dobbiamo aprire gli occhi, basta essere timidi a dire No a queste situazioni».
La provocazione
Max Rogora ha sfruttato la finestra dei tre minuti di interventi liberi per parlare del caso del giorno, facendo riferimento alla dichiarazione dell’europarlamentare e consigliere comunale della Lega Isabella Tovaglieri che poche ore prima aveva rilanciato la proposta di introdurre la castrazione chimica per i violentatori. «Quello che è successo è veramente grave. Peggio di un femminicidio, perché non c’è niente di peggio di quando si stupra una ragazza debole, una donna debole, il sesso debole» ha affermato, lasciando la stessa Tovaglieri, che è seduto sui banchi davanti a quelli di Fratelli d’Italia, visibilmente contrariata per il ritorno in auge di un vecchio stereotipo. Poi Rogora ha elencato le notizie sulle violenze sessuali da parte di stranieri che si sono verificate solo a Milano nei primi giorni del 2025: «Sono indebolito a leggere queste cose. Qualcuno dice che ci vuole la castrazione chimica. Ma io farei quella fisica, non chimica. E altro che castrazione, ci vuole la catapulta».
Violenza a Busto, Sabba: «Bestia che non doveva essere lì». La Lega: «Castrazione»
