VARESE – La provincia di Varese si è distinta negli ultimi anni per delitti spesso consumati in contesti domestici e con armi bianche. Contrariamente a quanto comunemente si crede, l’Italia presenta uno dei tassi più bassi d’Europa per gli omicidi con armi da fuoco, anche grazie a una normativa molto restrittiva.
Armi improvvisate
Al contrario, coltelli e oggetti di uso quotidiano, come forbici, cacciaviti o bottiglie rotte, sono facilmente reperibili, soprattutto in ambito domestico. Ciò spiega, almeno in parte, l’elevata incidenza di omicidi compiuti con armi bianche, spesso maturati in ambito familiare o relazionale.
Anche nel Varesotto il trend rispecchia quello nazionale: omicidi impulsivi, spesso preceduti da liti, compiuti con armi improvvisate. Basti pensare alla strage di Samarate (2022), al recente omicidio di Luino o ai celebri cold case di Lidia Macchi e Gianluca Bertone.
L’aggressività latente
La cosiddetta “aggressività latente” è un fenomeno complesso, alimentato da fattori psicologici, ambientali e da una crescente esposizione mediatica alla violenza. Diventa quindi fondamentale adottare strategie di prevenzione e sensibilizzazione.
Serve un approccio integrato
Serve un approccio integrato: educazione alla legalità e alla gestione dei conflitti nelle scuole, supporto psicologico per i giovani in difficoltà, maggiore consapevolezza da parte delle famiglie, e formazione specifica delle forze dell’ordine sulle tecniche di de-escalation. Varese riflette dunque le dinamiche nazionali, ma con una storia criminale locale segnata da episodi emblematici che richiamano l’urgenza di un’azione coordinata contro la violenza domestica.
Chi è Franco Posa
In questo contesto si inserisce l’attività dell’Istituto Privato di Ricerca NeuroIntelligence di Varese, diretto dal Prof. Franco Posa, criminologo clinico e patologo forense, impegnato da anni nella prevenzione e formazione su questi temi. L’Istituto vanta inoltre una consolidata esperienza in ambito accademico e internazionale nello studio della compatibilità tra ferite e armi bianche, offrendo un contributo essenziale anche nella rivalutazione ricostruttiva di cold case complessi, in Italia e all’estero. Tra gli ultimi casi affrontati nei laboratori del Prof. Franco Posa, possiamo citare anche quello dell’omicidio di Simonetta Cesaroni a Roma nel 1990.
