Samarate, la nuova Rsa è sempre più lontana: chiesta una proroga di tre anni

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SAMARATE – Inizialmente il traguardo era stato fissato per il 2023, poi la prima proroga che ha fatto slittare la fine al 2024. Ora un’ulteriore richiesta: si parla di 36 mesi, che di fatto dilaterebbero i tempi di ben tre anni. La realizzazione della nuova casa di riposo di Samarate è sempre più lontana. È quanto emerso in Commissione Urbanistica ieri, 19 ottobre, che ha riunito l’amministrazione comunale e le società direttamente coinvolte nel progetto: Project Life, l’azienda subentrata a Sereni Orizzonti (presente al tavolo) nella costruzione della Rsa, fino alla cooperativa Sodalitas.

La vicenda

Che ci siano stati problemi nella realizzazione della Rsa di via Gelada, è ormai noto. La vicenda: l’area fu acquistata da Sereni Orizzonti nel 2019 e dopo due anni (come era stato già ricordato nel dettaglio lo scorso febbraio in consiglio comunale) sono cominciate le trattative con Project Life per acquisire i terreni destinati ai servizi socio-sanitari per anziani e subentrare nei relativi contratti.

Costi e tempi

Oggi il quadro non sembra migliorare. Da una parte ci sono i rincari dei costi di costruzione, «che sono quasi raddoppiati: da 6,5 milioni di euro a 12milioni circa», ricorda Nicoletta Alampi (vicesindaco con delega ai Servizi Sociali) a margine dell’incontro in aula. Dall’altra, la necessità di altro tempo per avere la struttura pronta all’utilizzo. «Il termine del 2024 non è ipotizzabile. La Project Life, per avere un finanziamento dalla banca, ha dovuto chiedere una proroga al Comune. Ora valuteremo in quali termini concederla». E aggiunge: «Da un punto di vista della Paesaggistica e del parere della Soprintendenza siamo a buon punto, alle spalle c’è un lavoro fatto dagli uffici che non conviene buttare. Inoltre non va dimenticato che, in questi tempi difficili, c’è un operatore disposto a mettersi in gioco: è il primo a voler trovare una soluzione per partire coi lavori».

La preoccupazione della minoranza

Dal fronte della minoranza, c’è chi punta il dito: «Sono preoccupato», non nega Alessio Sozzi (Movimento Cinque Stelle). «Prima c’era un’interlocuzione con un solo soggetto, ora ce ne sono tre. Speriamo vada bene». Fino alla proposta: «Se non riescono a portare a termine la Rsa nel periodo prestabilito, allora vengano restituiti i terreni per fare un altro bando. Sembra che ci siano operatori interessati. Anche se la matassa sembra essere sempre più ingarbugliata».

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