Busto, ecco come cambierà volto l’ex carcere. Conservando i segni del passato

I rendering della riqualificazione delle vecchie carceri di via Borroni

BUSTO ARSIZIO – Il vecchio carcere di via Borroni è pronto per cambiare volto. Diventerà uno spazio culturale, collegato con il polo di palazzo Cicogna e sala Monaco, ma manterrà intatti sulle pareti recuperate i graffiti dei detenuti nelle celle e le tracce del vissuto storico (ci sono ancora i poster che richiamano ai mondiali di calcio di Spagna ’82) di un luogo di detenzione rimasto attivo fino agli inizi degli anni ’80, quando fu rimpiazzato dal carcere di via per Cassano.

La riqualificazione

Il progetto di riqualificazione dell’ex carcere, un’opera da oltre 2,3 milioni di euro, è stato recentemente approvato nell’ambito del maxi-piano di recupero delle incompiute finanziato dal bando Pinqua con i fondi del PNRR. Lo storico penitenziario di epoca asburgica verrà riconvertito per ricavare «spazi da dedicare all’ambito culturale e sociale della città, quali sale di lettura, sale studio, un caffè letterario e spazi dedicati alla memoria e cultura digitale», come si legge nella relazione allegata al progetto, curata dagli architetti Roberto Mascazzini, Davide Tortorelli e Rolando Pizzoli, insieme all’ingegner Roberto Torresan.

Il polo culturale

L’obiettivo è quello di «trasformare l’antico Polo Civico della città in un nuovo polo, ma di natura culturale, favorito non solo dalla vicina biblioteca, ma anche dalla convivenza nello stesso Palazzo Marliani Cicogna, della Pinacoteca Civica e di spazi adibiti ad esposizioni e mostre». Un completamento atteso ormai da anni: la riqualificazione dell’ex carcere doveva essere realizzata da Soceba nell’ambito del piano integrato di piazza Vittorio Emanuele, poi la pandemia ha allungato le scadenze.

I segni del passato

Ma la storia del luogo verrà valorizzata, diventando un punto di forza della futura ala del polo culturale. «Saranno salvaguardate tutte le tracce e graffiti lasciate dai detenuti sulle pareti delle celle; è richiesto inoltre di asportare con la massima cura in vista di un possibile futuro riutilizzo, anche non in ambito di cantiere, le inferriate della guardiola, ora depositate all’interno dell’ambiente d’ingresso dell’edificio e la lastra lapidea con l’iscrizione “Casa Circondariale”, ad esse affiancata».

busto arsizio progetto ex carcere – MALPENSA24
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