Leone d’oro a Carla Pugliano, alla Triennale di Venezia brilla l’arte di Varese

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Daniele Radini Tedeschi e Carla Pugliano

VENEZIA – Alla Triennale di Venezia, importante vetrina dell’arte contemporanea ospitata nello storico e suggestivo complesso di Forte Marghera a Mestre, Carla Pugliano, artista di Varese, ha brillato sul palcoscenico internazionale ricevendo il prestigioso “Leone d’oro”: il riconoscimento, assegnato sabato 9 novembre sotto l’alto patrocinio del Ministero della Cultura e della città, e in un contesto di respiro globale che ha visto la partecipazione di circa duecento artisti provenienti da venti Paesi, si è aggiunto a una lunga serie di successi che testimoniano la crescita e la raffinatezza del suo percorso artistico.

Realismo, mitologia e visioni surreali

La giuria – composta da nomi di rilievo come Stefania Pieralice, già direttrice della Biennale di Venezia e della Triennale di Roma, e i critici Antonio Castellana, Barbara Bortot e Giada Eva Elisa Tarantino – ha scelto di premiare Pugliano per il suo talento e la profondità emotiva delle sue opere: nelle sue tele scava nelle emozioni più intime, trasportando chi guarda verso quella dimensione misteriosa e fragile che appartiene a ogni essere umano, in una danza tra tradizione e contemporaneità che le conferisce un’impronta unica.
All’evento era ospite anche Daniele Radini Tedeschi, curatore della Biennale di Venezia che già aveva apprezzato il lavoro dell’artista nel 2022 inaugurando la sua mostra personale “Ossimori dell’anima” al Sacro Monte di Varese, patrimonio dell’Unesco.
Tedeschi ha elogiato la maestria di Pugliano nel trattare gli incarnati, una qualità che sa fondere realismo, mitologia e visioni surreali in una sintesi densa e raffinata. «L’arte di Carla non è autoreferenziale, ma rivolta a tutti», ha affermato in un’intervista. «Va bene la perfezione della maestria, della tecnica pittorica, qui davvero notevole. Però ci deve essere dietro un bel messaggio e questo suo messaggio, così incisivo e pregnante per i nostri tempi, la rende una protagonista importante della contemporaneità».

I premi di un anno intenso

Carla Pugliano è un’artista con una carriera variegata, che spazia da personali significative a collaborazioni internazionali e questo prestigioso Leone d’oro arricchisce un anno eccezionale, che ha visto il suo nome legato a eventi di assoluta rilevanza: la partecipazione alla sessantesima Biennale di Venezia al Padiglione Nazionale del Grenada con il curatore Radini Tedeschi; il premio “Arte e cultura” 2024 alla Camera dei Deputati, a cura di Art Global; il premio alla carriera 2024 a Palazzo Malaspina a Firenze con il patrocinio della Regione Toscana e il secondo premio della giuria Nonantolarte 2024 al Museo di Nonantola.
E ancora, tra le altre, l’esposizione di nove mesi al Museo del Volo di Somma Lombardo, evento collettivo realizzato con il patrocinio del Parlamento Europeo di Strasburgo e di Regione Lombardia. È sempre di quest’anno “Catarsi evolutiva”, mostra personale ospitata nella storica Sala Fontana inserendosi nella tradizione di maestri come Baj e lo stesso Fontana, che in passato hanno esposto in questo spazio. Il 2024 è stato un anno intenso, scandito da altre importanti esposizioni nazionali e internazionali che hanno consolidato ulteriormente la statura artistica di Pugliano.
Nel 2023 ha tenuto una personale intitolata “Mimesis” a Palazzo Velli Expo a Roma, durante la Rome Art Week, un evento patrocinato dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio e ha esposto alla sedicesima Florence Biennale con opere esplorative sul tema dell’identità collettiva e individuale, evidenziando il suo impegno per temi contemporanei e sociali. La carriera di Pugliano è arricchita da numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero, confermandola come figura di spicco nel panorama artistico contemporaneo: è apprezzata per la capacità di mescolare elementi visivi con narrazioni profonde, spesso supportata da curatori e critici di prestigio.

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Complicità piena tra tradizione e modernità

Anche Vittorio Sgarbi, che ha tenuto a battesimo l’artista nella sua prima mostra personale, ha parlato delle opere di Pugliano come di creazioni che sanno catturare «l’invisibile, lo spirito delle cose», trasformando la visione in una danza visiva che conduce l’osservatore in una dimensione intima e quasi musicale. «La tecnica sapiente dell’autrice conferisce alle opere un’immediata attrazione. Ogni dettaglio presente nella tela è una “nota” intonata che entra in armonia col tutto. L’autrice non dimentica l’invisibile, lo spirito delle cose…È il luogo della follia, dell’emozione».
Formata con un master accademico internazionale sotto la guida del maestro Roberto Ferri, Pugliano considera la pittura il cardine della sua vita. Il suo talento è sostenuto da una grande passione, un costante impegno e una dedizione che comporta sacrifici, esplorazioni e sperimentazioni continue, con cui cerca di rappresentare la complessità dell’esistenza umana, fondendo sapientemente elementi dell’arte astratta e del figurativo tradizionale.
Le sue opere riflettono complicità piena tra tradizione e modernità, elemento che si rivela attraverso pazienti velature, spatolate materiche e pennellate istintive, simboli tutti di una continua introspezione, oltreché di ricerca personale ed evoluzione artistica. «Sento la necessità di raccontare silenzi, ansie, fragilità, ma anche di riscatto delle emozioni umane – ha spiegato – il processo creativo è sospeso tra razionalità e intuizione, in equilibrio tra la narrazione e la necessità di misurarsi con la materia e le visioni surreali che vanno oltre la figura e si mescolano ad essa».

La missione dell’arte come veicolo di dialogo

La Triennale dell’Arte di Venezia, in programma da giovedì 7 a venerdì 22 novembre, si conferma così una cornice d’eccezione per valorizzare i talenti emergenti e le tendenze dell’arte contemporanea, proponendo opere che spaziano dalla pittura figurativa all’arte astratta, all’informale, fino alla fotografia e alla grafica. Per l’evento è stata fatta una selezione capillare, che tenesse conto delle ultime tendenze e dei nuovi talenti che possano garantire un percorso pittorico al passo coi tempi.
La Triennale si fonda inoltre sull’idea che l’arte è l’espressione più sensibile e integrale del pensiero ed è tempo che l’artista prenda su di sé la responsabilità di porre in comunicazione non solo il dialogo con sé stesso, ma con ogni altra istanza del tessuto sociale. Un evento che, attraverso artisti come Carla Pugliano, rinnova la missione dell’arte come veicolo di dialogo e sensibilità per l’animo umano e la società; questa rassegna ne conferma così il talento e la profonda dedizione, riconoscendo l’impatto significativo del suo contributo all’arte contemporanea.

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