BUSTO ARSIZIO – La soluzione? Ve la diamo noi. Il tema è ormai noto, tanto che Forza Italia a Busto Arsizio ha deciso di prendere il toro per le corna con l’obiettivo di risolvere un problema annoso. Si tratta della storica querelle sull’impianto di riscaldamento che serve gli oltre 600 appartamenti del supercondominio del quartiere di Sant’Anna, argomento che è stato al centro dell’ultimo gazebo dei forzisti. La proposta avanzata, in sintesi, coinvolgerebbe anche l’amministrazione comunale, attraverso un «piano quadriennale» che porterebbe a «fare una valutazione tecnica e a intervenire con una proporzione economica», spiega il segretario cittadino Alberto Riva. Di fatto: «Aiuterebbe le famiglie, coprendo una percentuale delle spese energetiche».
«Meno costi, più aiuti»
La strategia è «semplice» per aver meno sprechi sulla conduzione centralizzata del supercondominio, con soluzioni che «costano poco e aiutano la gente». Un progetto, insomma, «da discutere: perché si pensa sempre alle opere faraoniche, ma non a come affrontare al meglio ciò che già abbiamo. Ed è qui che l’amministrazione fa un po’ fatica». Prosegue Riva: «Ciò che conta è la gestione, quindi. Questo è il fattore che qualifica una buona amministrazione. Come accade, fra l’altro, in tutte le famiglie o nelle imprese».
Le proposte
Il resto, poi, lo dice direttamente il volantino diffuso dai forzisti: «Meno sprechi, più risparmio energetico». Nel dettaglio: «Proponiamo un piano quadriennale di interventi, a cura dell’amministrazione comunale, per migliorare l’efficienza del riscaldamento e ridurre le dispersioni di calore nelle abitazioni di Sant’Anna». Fra gli interventi proposti, «l’isolamento dei tubi di riscaldamento che collegano la centrale termica alle abitazioni, per ridurre le dispersioni di calore». Ma anche «l’installazione in ogni abitazione di valvole a tre vie, contabilizzatori di calore e termostati, per una gestione più efficiente del riscaldamento». In questo modo, precisa Riva, «un risparmio del 30% già si potrebbe notare».
Busto, Sant’Anna dice sì alla rivoluzione del riscaldamento. «Forse la volta buona»
