Erano arrivati a Malpensa i due cinesi contagiati dal Coronavirus. Blocco dei voli

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MALPENSA – Sono arrivati in Italia atterrando con il loro volo dalla Cina a Malpensa i due turisti orientali che da ieri, giovedì 30 gennaio, sono i primi casi accertati di Coronavirus emersi nel nostro Paese. Sono stati scoperti a Roma, alloggiavano in un hotel del centro e sono ora ricoverati in isolamento all’ospedale Spallanzani della Capitale. Erano in vacanza con un tour organizzato. Nel frattempo, il governo ha ordinato lo stop ai voli da e per la Cina. Stamattina all’alba, venerdì 31 gennaio, a Malpensa stanno atterrando gli ultimi due voli consentiti. In un clima di preoccupazione palpabile.

L’annuncio di Conte

L’annuncio dei primi due casi conclamati del temutissimo virus è stato dato nella tarda serata di ieri, giovedì 30 gennaio, dal premier Giuseppe Conte, nel corso di una conferenza stampa improvvisata a palazzo Chigi insieme al ministro della salute Roberto Speranza. Si tratta di una coppia di turisti, marito e moglie di 67 e 63 anni, provenienti dalla provincia di Wuhan, epicentro dell’epidemia, che erano in una comitiva in viaggio verso Cassino. Le persone che hanno avuto contatti con i due cinesi contagiati, comprese persone dell’hotel romano in cui alloggiavano, sono sottoposte a protocollo di sorveglianza sanitaria. Nessuno presenterebbe sintomi influenzali.

A Malpensa il 23 gennaio

I due turisti erano arrivati a Malpensa, proprio come l’altra coppia di cittadini cinesi di Hong Kong in crociera che aveva tenuto in apprensione per l’intera giornata di ieri, 30 gennaio. Dopo aver costretto le autorità a bloccare nel porto di Civitavecchia la mega-nave di Costa crociere, con seimila passeggeri a bordo, i sospetti di Coronavirus sono stati smentiti dai test effettuati sempre allo Spallanzani. Ma il sospiro di sollievo è durato poche ore, immediatamente scavalcato dall’annuncio del premier Conte sui primi due casi accertati del virus in Italia. Atterrati in brughiera il 23 gennaio, prima che scattassero i protocolli di emergenza sul virus.

Blocco aereo

Il governo ha anche stabilito lo stop ai collegamenti aerei da e per la Cina. Gli ultimi voli stanno sbarcando nelle prime ore dell’alba di venerdì 31 gennaio. Ai passeggeri e al personale di bordo del volo 0946 di Air China da Pechino è stata misurata per tre volte la temperatura, da medici saliti con mascherine e tute a bordo dell’aereo prima dello sbarco, ed è stato consegnato un vademecum con le indicazioni dei presidi sanitari a cui rivolgersi in caso si avvertissero sintomi sospetti di coronavirus. A riferirlo sono i parenti in attesa al Terminal arrivi B dello scalo, in contatto con i loro cari che ancora devono uscire e sono in attesa dei bagagli, e alcuni assistenti di volo di Air China. Gli ultimi voli prima del blocco sono quello da Hong Kong della compagnia Cathay Pacific, arrivato alle 6.45, e quello da Shanghai di Air China, atteso alle 7.15.

«Niente panico»

Il presidente del consiglio predica prudenza e invita a non cadere nel panico: «Siamo nella condizione di poter tranquillizzare tutti i cittadini, la situazione è assolutamente sotto controllo. Sono in atto in questo momento tracciature dei percorsi (dei turisti cinesi malati, ndr). Se scattano episodi di discriminazione significa non aver letto i giornali e non fidarsi delle autorità scientifiche, che ci danno notizie rassicuranti».

Regione Lombardia è pronta

Da quanto riferisce l’Ansa in un dispaccio delle 0.19 di oggi, venerdì 31 gennaio, Regione Lombardia attende indicazione dal ministero della Salute sui due turisti cinesi ricoverati all’istituto Spallanzani a Roma e atterrati a Malpensa giovedì 23 gennaio. L’assessore al welfare Giulio Gallera assicura che «il sistema regionale è solido e strutturato e sta dando una grande prova». Verranno seguite le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità sui controlli da fare e l’eventuale circolazione del virus. Fino a mercoledì 29 gennaio, i controlli fatti all’aeroporto di Malpensa sono stati 800, mentre 21 sono i casi analizzati negli ospedali della regione, per persone che si sono presentate spontaneamente. «Il sistema sta funzionando perfettamente – sottolinea l’assessore Giulio Gallera – per ora ci sono tanti casi che stiamo verificando, tutti negativi e gestiti con la massima accuratezza». In Lombardia ci sono 17 reparti di malattie infettive (tra cui Varese, Busto Arsizio e Legnano) e tre laboratori in allerta per il Coronavirus.

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