Beko, la Regione festeggia. E a Varese la Lega chiede le dimissioni di Lozza (Pd)

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L'assessore regionale Simona Tironi firma l'accordo per Beko al Mimit

BIANDRONNO – Il giorno dopo la firma dell’accordo per Beko è Regione Lombardia ad esprimere soddisfazione per l’intesa raggiunta. «Siamo riusciti a portare l’azienda a investire 300 milioni di euro totali, di cui 130 solo a Cassinetta, per i siti produttivi – commenta oggi, martedì 15 aprile, l’assessore al lavoro Simona Tironi, che ieri era a Roma – scongiurandone la chiusura e mettendo le basi per un futuro industriale che guarda alla crescita e non al ridimensionamento». E a Varese la Lega chiede le dimissioni di Manuela Lozza del Pd.

Chiusura scongiurata

«A novembre – aggiunge Tironi insieme al presidente Attilio Fontana – si parlava della chiusura di tre linee produttive su cinque a Cassinetta. Grazie a un lavoro di squadra condotto con determinazione e responsabilità insieme al Governo, l’accordo siglato al Ministero delle imprese e del Made in Italy alla presenza del Ministro Urso, garantisce la continuità di tutte e cinque le linee. Un risultato tutt’altro che scontato, che testimonia l’efficacia del dialogo istituzionale e della sinergia tra le parti». L’attenzione ora si sposta sull’attuazione concreta dell’accordo: «Si apre il secondo tempo della partita – sottolinea l’assessore Tironi – dobbiamo assicurarci che ogni parola firmata si trasformi in azioni reali. La priorità è non lasciare indietro nessun lavoratore: anche se si parla ancora di esuberi, è proprio attraverso gli investimenti sulle linee produttive che possiamo creare valore e nuove opportunità, anche in mezzo alla tempesta». E in merito alle ricollocazioni Fontana e Tironi assicurano che la Regione è pronta a fare la sua parte. «Metteremo a disposizione misure strategiche per accompagnare ogni lavoratore in questo percorso: dalla formazione continua alla riconversione delle competenze, dai percorsi di ricollocamento alla Dote Unica Lavoro». Esprime soddisfazione per il risultato raggiunto anche il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, presente ierì al Mimit. «Accogliamo con grande favore l’accordo siglato che rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il nostro territorio e i suoi lavoratori. La continuità produttiva di Cassinetta e gli investimenti previsti sono fondamentali per preservare il tessuto industriale e sociale della provincia. Ora continueremo a monitorare con attenzione ogni fase di attuazione, pronti a collaborare con le istituzioni e le parti sociali affinché questo percorso si traduca in stabilità, occupazione e nuove prospettive di sviluppo per tutta la comunità».

I commenti dei consiglieri varesini

Il consigliere regionale leghista Emanuele Monti parla di «un traguardo reso possibile grazie all’impegno concreto e costante della Lega, che con tutti i suoi rappresentanti ha lavorato senza clamore, ma con determinazione, per tutelare un patrimonio produttivo strategico». E poi ancora: «Mi ero già speso sulla questione sin dall’inizio ritenendo fondamentale difendere e rilanciare un sito che non è colpito da una crisi industriale ma bensì a rischio delocalizzazione. Ancora una volta è emersa la differenza tra chi ha preferito soffiare sul fuoco delle polemiche, strumentalizzando una situazione delicata sulla pelle dei lavoratori, e chi, come noi, ha scelto la via del lavoro serio, silenzioso e istituzionale per arrivare a una soluzione concreta. Un ringraziamento particolare va al Ministro Giancarlo Giorgetti, che ha dimostrato grande capacità e senso di responsabilità, guidando un percorso complesso con efficacia e visione».

«Quando si uniscono competenza, concretezza e capacità di dialogo si possono ottenere risultati importanti – osserva il consigliere regionale di Lombardia Ideale Giacomo Cosentino – la situazione di crisi di Beko Europe lasciava presagire sviluppi decisamente complicati, ma grazie all’unità di intenti tra Regione Lombardia e Governo, decisi a tutelare il nostro territorio, si è arrivati alla miglior soluzione possibile in un contesto delicato. Ringrazio l’Assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, e il Ministro Adolfo Urso per il prezioso lavoro svolto in questi mesi. Felici per questo importante risultato, andiamo avanti con la concretezza e l’attenzione che i cittadini si aspettano da noi».

Quindi il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Licata: «Un risultato prezioso che va anzitutto a beneficio dei lavoratori della Beko, ma che segna anche un punto importante a favore dell’economia e dell’occupazione nel nostro territorio. Un modello di impegno trasversale che andrà replicato sulle altre crisi aziendali che sussistono in provincia di Varese. Sono orgoglioso del lavoro che ha svolto Forza Italia, con l’impegno diretto dell’Assessore regionale Simona Tironi, a sostegno dei lavoratori della Beko. Rimarrà alta l’attenzione sulle criticità del sistema economico lombardo e della provincia di Varese, dove esistono altre crisi aziendali, che verranno affrontate con la medesima determinazione».

La Lega chiede le dimissioni di Lozza

E intanto da Varese il gruppo consiliare della Lega sottolinea l’impegno dei ministri Giorgetti e Urso e attacca i dem. «Chi oggi prova ad accreditarsi meriti che non ha, dopo aver passato mesi a fare teatrini e passerelle, dovrebbe solo tacere. Il PD di Varese ha speso più energie a scrivere comunicati e attaccare il governo che a cercare vere soluzioni. Hanno convocato consigli comunali ad hoc, fatto proclami roboanti, inscenato la solita commedia a favore di telecamera. Il loro risultato? Zero. Il solito nulla mischiato col niente». Il segretario cittadino Marco Bordonaro ricorda le parole del Pd dello scorso novembre, quando la segretaria varesina Manuela Lozza aveva detto che «Giorgetti e il Governo se ne fregano dei poli produttivi italiani». Bordonaro sottolinea che «chi ha speso settimane ad attaccare ed insultare oggi dovrebbe avere la dignità e lo stile di scusarsi o, meglio ancora, dimettersi. Il consigliere Lozza, che è anche segretario locale del Partito Democratico, ha collezionato l’ennesima figuraccia cercando visibilità personale sulla pelle dei lavoratori e delle famiglie, mentre in questi momenti servono soprattutto serietà e lavoro concreto, non persone che starnazzano sui giornali per raccattare un titolo. Scuse pubbliche o dimissioni».

La replica del Pd

A replicare per il Partito Democratico è la segreteria provinciale, per voce di Alice Bernardoni, Marco Tuozzo e Noemi Cauzzo. «Stupisce e amareggia l’attacco portato dalla Lega alla consigliera comunale e segretaria del PD della Città di Varese, Manuela Lozza. È paradossale che, davanti a una notizia positiva – frutto del lavoro di mediazione tra azienda, sindacati e istituzioni, Regione inclusa – qualcuno scelga di attaccare sul piano personale chi lavora per il bene del territorio. È la Lega, piuttosto, che tenta di piegare una vicenda industriale complessa e delicata alle logiche più deteriori della propaganda politica. Non capiamo perchè di fronte a un risultato auspicato da tutte e tutti, che andrebbe condiviso e rafforzato, preferisce cercare visibilità nel piccolo cabotaggio della polemica sterile. I cittadini sanno certo distinguere chi lavora e chi grida, chi cerca soluzioni e chi cerca solo un titolo di giornale».

Pellicini: «Successo del Governo»

Ma anche Fratelli d’Italia rivendica il ruolo svolto nella trattativa, con il consigliere comunale varesino Salvatore Giordano che ricorda l’impegno del ministro Urso e dell’onorevole Pellicini e l’emendamento da lui presentato nel consiglio comunale dedicato a Beko che venne approvato, con cui si chiedeva l’applicazione della Golden Power per favorire un piano industriale che tutelasse anche risorse economiche a sostegno. E interviene anche lo stesso Andrea Pellicini. «L’accordo quadro su Beko – dice – è un indubbio successo del Governo Meloni che, coordinando una trattativa difficilissima, è riuscito a garantire il rilancio e lo sviluppo produttivo degli stabilimenti italiani del gruppo nel lungo periodo. Il Governo ha avuto un ruolo fondamentale nella definizione dell’accordo, dimostrando con i fatti come la produzione industriale e la difesa dell’occupazione siano centrali nelle sue politiche di sviluppo nazionale». Quindi l’onorevole Andrea Mascaretti: «Grazie a una trattativa condotta magistralmente e all’uso efficace dello strumento del golden power, è stato possibile tutelare il sistema produttivo italiano, evitando chiusure di stabilimenti e licenziamenti, come invece avvenuto in altri Paesi europei. Un risultato reso possibile dal confronto responsabile tra Governo, sindacati, regioni e comuni, e confermato dal consenso espresso dai lavoratori attraverso il referendum nelle singole fabbriche».

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