Cardano, allagamenti e umidità nella caserma dei carabinieri mai aperta

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CARDANO AL CAMPO – Non è mai è stata aperta la caserma dei carabinieri di Cardano al Campo ma già mostra i segni del tempo. Allagamenti nelle zone interrate, umidità sui muri e seri rischi che l’acqua possa creare danni alle strutture e agli impianti. La relazione del responsabile di settore del Comune è l’ennesima beffa di una struttura pubblica che doveva essere inaugurata nel 2009 e che invece da anni, tra annunci e promesse, continua a essere pronta al 99 per cento. 

Caserma mai aperta 

Da Palazzo municipale hanno immediatamente dato il via libera per un intervento urgente di aspirazione dell’acqua stagnante trovata nei vani ascensori e nel cavedio esterno. «In assenza di tale intervento gli impianti installati nei vani ascensori e la centrale termica installata nel cavedio esterno rischiano di subire danni irreversibili oltre a fenomeni di umidità da risalita che si stanno verificando sensibilmente nei locali interrati». Si tratta dell’ennesimo intervento tampone eseguito in attesa che i militari prendano possesso dell’edificio. Più volte, negli ultimi anni, l’inaugurazione è stata data per imminente, salvo poi essere smentiti dai fatti. L’ex assessore alla Sicurezza, Angelo Marana (Lega) nella delibera-gaffe di aprile 2023, ammise che «non è ancora stato stabilito un cronoprogramma in grado di definire un preciso orizzonte temporale». E la parola “caserma” non compare nemmeno nelle 16 pagine del programma elettorale della nuova amministrazione di centrosinistra.

Le alternative 

Il Comune, va sottolineato, del resto è soltanto spettatore di una vicenda che va avanti da troppi anni e che probabilmente non arriva a conclusione perché ci si è resi conto che un nuovo presidio di sicurezza che dista meno di 500 metri di distanza in linea d’area dalla caserma dei carabinieri di Gallarate è un inutile sparpagliamento di risorse. Per questo motivo negli ultimi anni a riflettori spenti sono state avanzate ipotesi alternative più o meno fantasiose e che peraltro si sono immediatamente arenate, come provare a convertire la caserma di via Ruberto in un nuovo asilo di cui Cardano avrebbe bisogno oppure di provare a chiedere al ministero dell’Interno se fosse interessato per collocare il commissariato di polizia di Gallarate alla ricerca di una nuova sede. Nel frattempo la nuova caserma di via Ruberto, la cui origine risale addirittura a una convenzione siglata nel 2004 con Regione Lombardia e l’allora ministro Pietro Lunardi, è un cantiere abbandonato. E dire che manca davvero poco, peccato sia così da troppo tempo. Il Comune sollecita, scrive, si interessa e si indigna, ma nonostante l’edificio sia di proprietà comunale non ha alcuna responsabilità né tantomeno facoltà di intervento. L’appalto infatti è gestito a livello nazionale. 

La storia 

La giunta guidata dall’allora sindaco Mario Aspesi  si limitò 14 anni fa a dare in comodato d’uso la struttura (nota come Villa Carullo), con l’impegno che il recupero sarebbe stato a totale carico del governo centrale con un finanziamento di 1 milione e 700 mila euro, ai quali se ne aggiunsero in corso d’opera altri 400mila per una serie di ulteriori interventi agli alloggi residenziali. La progettazione, la direzione lavori e tutta la parte tecnica fu invece affidata al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche di Lombardia e Liguria. Nei primi tempi, tutto filò liscio, ma poi gli operai sparirono da un giorno all’altro e, salvo brevi apparizioni, non tornarono più. La svolta sembrò arrivare nel dicembre del 2014, quando il ministero delle Infrastrutture appaltò a una nuova ditta il completamento delle opere. Ma fu l’ennesima falsa speranza. Tre anni dopo, per esempio, comparì sul posto un’impresa ancora diversa, ma i lavori che le affidarono non garantirono l’ultimazione di tutte le opere. La caserma, dunque, è tuttora un’incompiuta. Anni fa arrivò persino Striscia la notizia, e l’inviato Vittorio Brumotti la bollò con il suo celebre slogan: “Un’opera ferma con le quattro frecce”.

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