Cassani: «Al museo Maga di Gallarate più dipendenti che visitatori»

Cassani maga gallarate

GALLARATE – Si sta facendo sempre più conoscere come un politico che non usa giri di parole per esprimere ciò che ha in testa. Il sindaco di Gallarate Andrea Cassani (Lega), intervenuto oggi 13 febbraio durante la Commissione Cultura in trasferta al Maga per fare il punto sull’attività del museo di proprietà comunale, è andato subito al cuore del problema: «Nonostante gli sforzi economici e la qualità dell’offerta, non c’è domanda culturale. Al Maga ci sono giorni che ci sono più dipendenti che visitatori».

La gente è sempre la stessa

Cassani ha elogiato l’attività di Sandrina Bandera (presidente del Maga) ed Emma Zanella (direttrice) per l’ottima capacità di reperire fondi attraverso i bandi, per i riconoscimenti ottenuti a livello nazionale e per la notevole presenza di studenti, tanto che «il Maga è diventato una casa della cultura». Ma secondo il sindaco mancano i visitatori. Troppo pochi i circa 20mila (escluse le scolaresche) che ogni anno si recano in biglietteria. «La gente viene soltanto alle inaugurazioni ed è sempre più o meno la stessa. Vediamo cosa fare tutti insieme per invertire la tendenza». Il suo suggerimento è «cercare di avvicinare chi questa offerta culturale non la capisce», facendo intendere che l’arte contemporanea è già di per sé di difficile comprensione e che alcune volte le proposte del Maga sono troppo di nicchia.

Cassani maga gallarate

Un biglietto e un cappuccino

Bandera ha detto che «il sindaco ha individuato il problema» e ne ha ricercato la causa: «Manca il calore del territorio: serve un’offerta complessiva per richiamare il pubblico, la gente viene a Gallarate non solo se c’è il Maga, ma se si mangia bene nei ristoranti, se alla sera c’è uno spettacolo a teatro, se ci sono altre cose interessanti da visitare». Fare rete, insomma. Il consigliere Sebastiano Nicosia (Cèv) ha sottolineato che il numero di ingressi «è un problema sul tappeto da tempo», il presidente del consiglio comunale Donato Lozito ha dichiarato «che il ritorno del Maga non si può quantificare solo sotto l’aspetto economico», Anna Zambon (Pd) ha giudicato positivo il fatto che il Maga sia diventato il punto di riferimento degli studenti universitari, Leonardo Martucci (Forza Italia) ha proposto di fare promozione nei bar di Malpensa e del circondario: «Diamo un biglietto per recarsi in museo incluso nel prezzo del cappuccino».

Visione miope e antica

Se la Lega, storicamente, crede poco nel Maga, Forza Italia continua invece a difendere la sua creatura d’epoca mucciana. E l’assessore alla Cultura Isabella Peroni (Forza Italia), con il primo cittadino già lontano dal tavolo per altri impegni istituzionali, ha mostrato quanto il Maga sia uno degli argomenti di maggiore frizione con gli alleati di maggioranza: «Busto sta rilanciando molto la cultura perché ha capito che investire in questo settore è investire nella città. Pensare alla cultura come un’offerta di nicchia è una visione miope e antica. Le cosiddette mostre di nicchia servono a mantenere alto il livello della qualità del nostro museo, nonché la sua visibilità. Determinati discorsi sentiti qui dentro non li condivido: al Maga non ci sono sprechi, non rinunciamo dunque alla cultura. Non si può pensare soltanto ad asfaltare le strade. Io in questo museo ci credo, innanzitutto da cittadina gallaratese, e come politica continuerò a lavorare per la sua tutela, salvaguardia e potenziamento».

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Cassani maga gallarate – MALPENSA24