Trenord dimezza i treni ma pretende le distanze. Pendolari indignati

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GALLARATE – Il ritorno al lavoro per i pendolari della tratta Domodossola-Milano si preannuncia ancora più complicato della perenne odissea alla quale sono abituati da anni. Mascherina e guanti obbligatori, distanziamento sociale e livelli massimi di riempimento sono le nuove regole per limitare i rischi di contagio. Ma quante speranze ci sono di riuscire a salire su un treno su una linea sovraffollata se Trenord ha persino dimezzato le corse?

Frequenze dimezzate

I nuovi orari apparsi sul sito di Trenord in vigore da lunedì 4 maggio hanno già scatenato le reazioni indignate dei pendolari che sui vari gruppi di riferimento si interrogano su quante speranze possono avere di riuscire ad arrivare sul posto di lavoro in orario se i treni possono ospitare un numero limitato di persone. Ci si sarebbe aspettato che Trenord aumentasse le frequenze, e invece? Sul tabellone si contano 30 corse sulle 52 pre-Covid. Senza poi contare i ritardi, i disagi e i treni soppressi, la normalità per chi è abituato a viaggiare ogni giorno in direzione Milano.

In ufficio alle 14

Se il treno è pieno, insomma, non si può salire perché non vengono garantite le distanze di sicurezza e bisogna prendere il treno dopo. Ma con le corse tagliate, si rischia di metterci mezza giornata per arrivare in ufficio. Ecco un esempio spiegato da un pendolare: «Se sono di Dormelletto, Vergiate o Somma e non posso prendere il 10407 che arriva a Milano alle 9.14, devo aspettare il treno dopo, il 10417, che arriva a Milano alle 14.14. Ottimo, complimenti alle menti eccelse».

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