CARDANO AL CAMPO – Dovrebbe partire entro il 2026 la missione della Nasa che porterà sulla Luna un trio di mini rover pronti a cooperare autonomamente. Un progetto che andrà nello spazio anche grazie al contributo di Cardano al Campo. Già, perché a capo della squadra che ha scritto il software di Cadre c’è Federico Rossi, ingegnere spaziale cardanese che da 7 anni lavora al centro di ricerca Jpl di Pasadena (California). E che, proprio negli scorsi giorni, ha ricevuto il prestigioso North Star Award.

Cadre
Perché i rover possano operare senza l’intervento umano, è necessario che siano in grado di adattarsi a situazioni di comunicazioni rarefatte, richieste stringenti in termini di requisiti di alimentazione e calcolo, e alla probabilità di guasti. «La mia ricerca si occupa proprio di queste sfide», racconta Rossi. «Sono il multi-agent autonomy lead per Cadre, una missione finanziata dalla Nasa che vedrà tre rover autonomi cooperare per esplorare la regione Reiner Gamma della Luna nel 2026». Un impiego che gli è valso il North Star Award per il lavoro tecnico e scientifico.

Da Cardano a Pasadena
Ma tutto è partito in provincia di Varese. «Sono cresciuto a Cardano e ho studiato al liceo del viale dei Tigli di Gallarate», racconta. «Poi mi sono laureato al politecnico di Milano. All’inizio gli Stati Uniti mi sembravano davvero lontani, sembravano cose che succedono ad altre persone. Poi ho passato sette mesi a Tolosa e lì ho capito che fosse possibile arrivarci». Così, quando è arrivata la possibilità di spostarsi a Stanford per scrivere la tesi, Rossi non ci ha pensato due volte. «Sono partito a settembre 2012, ormai 13 anni fa», racconta. «Dopo la tesi magistrale e il dottorato sono venuto a Pasadena, e ormai vivo qui da molto tempo». E oggi, a 37 anni, in California si trova bene, tanto da aver sposato proprio lì la sua compagna, Valentina Ricchiuti – anche lei parte del team Cadre – conosciuta ai tempi dell’università a Milano e con cui ha vissuto per lungo tempo una relazione a distanza. Ma Cardano rimane un porto sicuro. «Cerco di tornare almeno 2 o 3 volte l’anno, lì ho ancora molti amici e affetti», spiega. «Vivendo nella periferia di Los Angeles ho rivalutato la provincia, mi sono reso conto che non si vive male in Italia, anzi, il mio affetto per Cardano non fa che crescere stando qui».

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