GALLARATE – «Cosa devono fare le ferrovie? Mettere 700mila euro di piano straordinario, rifare la stazione ed essere punto a capo? E poi? Viene il classico fenomeno di turno, senza documenti, senza niente da perdere che tira pietre e spacca tutto». È amaro lo sfogo di un capostazione di Gallarate, Antonio Catalano, parole che testimoniano l’esasperazione di chi lavora continuamente sotto pressione nella zona più calda, sotto il profilo della sicurezza, in città.
Sedicenni sfacciati
Catalano, capostazione di professione e consigliere comunale nella coalizione di centrosinistra a Somma Lombardo, interviene in difesa della divisa che indossa, in risposta allo sfogo di un pendolare che nei giorni scorsi faceva l’elenco dei problemi e delle mancanze della stazione di Gallarate, da settimane ormai priva anche del bar e in perenne stato di degrado. Sulla mancanza degli estintori, spiega: «L’altra notte ho dovuto chiamare vigili del fuoco e carabinieri mentre ero in servizio. Due fenomeni (per non dire altro) li hanno vandalizzati e scaricati tutti giocandoci come fossero palloni. Ho rischiato il soffocamento quando sono sceso giù a controllare cosa fosse successo e perché tutti gli allarmi antincendio fossero in piedi. Ragazzini di 16 anni talmente sfacciati e che non avevano nulla da perdere».
Le notti del capostazione
Per capire cosa succede accanto ai binari di Gallarate, secondo Catalano bisognerebbe «chiedere a noi capostazione cosa passiamo le notti quando lavoriamo lì». Gli investimenti effettuati dall’amministrazione comunale fuori dalla stazione per provare quantomeno di dare un segnale di controtendenza e di lotta al degrado, (il rifacimento del piazzale degli autobus, la riqualificazione di piazza Giovanni XXIII, la velostazione, la nuova farmacia di Sciaré) evidentemente non lo soddisfanno: «Ma quali investimenti? Il piano anti-maranza? La più grossa buffonata mai esistita a Gallarate di un sindaco che dorme in piedi?».
Bar chiuso e «degrado indicibile», mai così in basso la stazione di Gallarate
