GAVIRATE – È stata archiviata l’indagine a carico dell’ex sindaca di Gavirate Silvana Alberio, relativa all’alluvione che il 28 luglio 2021 colpì duramente il paese. La decisione del Gip Rossana Basile è arrivata ieri, martedì 15 settembre, accogliendo la richiesta di archiviazione della Procura di Varese e disponendo il proscioglimento dell’ex prima cittadina senza la necessità di un processo.
Parti offese amareggiate
La decisione ha lasciato «amareggiate» le due parti offese, assistite dall’avvocato Gianluca Franchi. «Crediamo che la vicenda, che riguarda la sicurezza di tanti cittadini, avrebbe meritato il vaglio dibattimentale», spiega il legale.
L’alluvione
I fatti risalgono al 28 luglio 2021, quando una violentissima ondata di maltempo colpì il Varesotto provocando una vera e propria alluvione a Gavirate. Le immagini delle strade e delle abitazioni invase da acqua e fango sono ancora vive nella memoria. I danni furono stimati in circa 700mila euro per quanto riguarda il Comune, a cui si aggiunsero quelli subiti dai privati, per un totale di circa un milione di euro. Dopo quell’ondata di maltempo, il Comune di Gavirate chiese lo stato di calamità naturale, con l’obiettivo di ottenere un aiuto economico per le persone e le attività colpite dall’acqua, dal fango e dai detriti provenienti dalla zona a valle di Ca’ de Monti. Danni che, in tutto, superavano il milione di euro con una cinquantina di persone evacuate per il rischio di frane.
Le denunce
La vicenda giudiziaria nasce dalle denunce presentate da due cittadini che avevano visto la propria abitazione devastata dall’alluvione. A oltre un anno di distanza dall’evento, e dopo quasi 14 mesi dall’alluvione del 7 giugno 2020, la popolazione chiedeva spiegazioni sugli interventi per mettere in sicurezza la zona: per questo furono raccolte oltre 150 firme.
L’accusa
L’allora sindaca Alberio era stata quindi iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di avere, «in qualità di Sindaco pro tempore del Comune di Gavirate, per colpa generica, consistita in negligenza e imprudenza, ometteva di adottare le precauzioni manutentive e anche di carattere informativo alla popolazione, rese necessarie in relazione all’allerta diramata dalla protezione civile (bollettino di Allerta di Protezione Civile n. 2021.79 del 27.07.2021 ore 12.55) e richieste in relazione alla conformazione orografica del letto del Rio Pozzolo come dettagliate nel Piano di Emergenza intercomunale di Protezione Civile, così contribuendo all’inondazione e all’allagamento delle vie Armino, Volta e Manzoni del Comune e delle case prospicienti sulle stesse vie.» Le indagini erano state affidate ai carabinieri forestali. Nel corso del procedimento le parti offese aveva depositato anche una perizia di parte.
La richiesta di archiviazione
La Procura di Varese aveva quindi notificato l’avviso di conclusione delle indagini, un passaggio che normalmente può precedere la richiesta di rinvio a giudizio. Alberio, assistita dall’avvocato Paolo Bossi, aveva chiesto, come previsto dalla normativa, di essere interrogata dal pubblico ministero. Le argomentazioni portate dalla difesa hanno quindi portato la Procura a modificare l’esito dell’inchiesta, con la richiesta di archiviazione del procedimento invece del rinvio a giudizio.
L’opposizione
Contro la richiesta della Procura l’avvocato Gianluca Franchi, per conto delle parti offese, aveva presentato opposizione, chiedendo dunque che la vicenda fosse sottoposta al vaglio del giudice in sede processuale. «Crediamo che la vicenda, che riguarda la sicurezza di tanti cittadini, avrebbe meritato il vaglio dibattimentale», spiega il legale. Il Gip Rossana Basile ha però accolto la richiesta di archiviazione, chiudendo così il procedimento a carico dell’ex sindaca senza disporre il processo.
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